di Tonino Atella
Era un personaggio di umili origini ma che seppe scalare le tappe sociali, civili e militari del proprio tempo ( si era al primo secolo avanti Cristo), diventando Console dell’Antica Roma ed amico fidato dell’Imperatore Ottaviano Augusto, del quale sostenne la figura e la carriera politica con importanti opere pubbliche e numerose vittorie militari, in particolare quella navale di Anzio contro Marc’Antonio e Cleopatra. Ne ricavò consistenti vantaggi civili e militari che lo proiettarono tra i potenti della Roma del tempo, nel cui ambito era ben apprezzato. Numerose furono le sue vittoriose campagne d’armi e le opere pubbliche realizzate nel vasto impero romano, come acquedotti e tant’altro, per accrescerne notorietà e potenza e tra le tante va ricordato senz’altro il Pantheon di Roma. Apprezzò anche tantissimo la storica provincia di Venaphrum, che raggiungeva volentieri per la mitezza del clima, l’abbondanza delle acque salutari come quelle solfuree, l’aperta cordialità dei suoi residenti e la squisitezza dei prodotti della terra del posto, a cominciare dall’olio. Non faceva mistero della sua passione per tale importante territorio e a ridosso delle sponde fluviali del Volturno, in un’area ricca di ricchesorgenti solfuree, fece costruire accoglienti terme che da lui presero il nome, appunto Le Terme di Agrippa, oggi purtroppo in completo abbandono e rovina. Trattasi di Marco VipsanioAgrippa, nato forse ad Arpino (gli storici non ne sono certi) nell’attuale territorio del frusinate e morto a Roma dopo essere stato politico, militare ed architetto romano. Ne ha parlato dettagliatamente Sandro Barile nell’accogliente piazzetta Sant’Antuono nell’ambito dei pomeriggi promossi da “I Venafrani per Venafro” per dire delle positività locali nel corso dei tempi. Prossimo e conclusivo appuntamento mercoledì 29 giugno (h 18.00 in piazzetta dell’Annunziata) per dire delle”Popolane di Venafro del passato : loro idee ed abitudini”, pomeriggio che sarà condotto da Tonino Atella. Tornando all’intrattenimento storico di Sandro Barile, questi ha saputo evidenziare lo spessore umano, sociale, civile e militare di Marco Vipsanio Agrippa, tratteggiandone figura, tappe e conquiste politiche sino appunto a collocarsi con pieno merito tra i potenti dell’Urbe del suo tempo. Fu fidatissimo dell’Imperatore Ottaviano, raccolse meritatamente gli abbondanti frutti della propria sapiente semina sociale, fu abile stratega militare ed ottimo condottiero ed amava Venaphrum tanto da portarvi, si vuole, lo stesso Imperatore suo amico perché ne apprezzasse il magnifico e ricco ambiente naturale e la cordialità della gente. Il pomeriggio a Sant’Antuono condotto da Sandro Barile, già militare dell’Aeronautica, padre di tre figli e che divide la propria esistenza tra Novara e Venafro, è stato confortato dagli interventi dei presenti che hanno dato modo al Barile di approfondire ulteriormente l’importante figura di Agrippa, personaggio storico di spicco anche della Venafro del suo tempo.In chiusura di appuntamento, in perfetta linea con l’excursus storico dell’appuntamento, non è mancata la lettura e l’approfondimento dell’iscrizione romana su pietra murata all’esterno dell’abitazione del Barile su cui è scolpito, “Voto suscepto pro salute perpetua domus augustum cum edisset munusgladiatorum populis instatuam com Q. Vibio A. Caesi f TerRustico ti vir”.






























