Fin da quando è comparso sulla scena politica, Donato Toma è apparso inadeguato al ruolo che gli è stato incautamente affidato.
Un pesce fuor d’acqua. Non si è mai veramente integrato nel panorama politico regionale e romano. Non ha fatto nessuno sforzo per capire le dinamiche, per tentare di interpretarle al meglio. Non ha fatto nulla per cercare di adeguarsi al contesto. Ha cercato, in tutti i modi, ripetutamente, di imporre la sua personalità, il suo stile. Ha finito per essere solo ridicolo. Ha tentato, ma senza alcun successo, di sembrare alternativo, nuovo, fresco, accattivante e simpatico. Ha sortito solo l’effetto contrario. Mal digerito, dal popolo molisano, per la sua ingiustificata presunzione, visti i risultati conseguiti, non ha cercato di correggere nessuno dei suoi proverbiali atteggiamenti spavaldi e autoreferenziali. E’ andato dritto come un treno per la sua strada, seguendo la sua personalissima direzione. Non l’ha corretta neanche quando in lontananza ha visto palesarsi un muro alto e spesso. Anche oggi alla guida del suo treno, che corre spedito e senza più alcun sistema frenante funzionante verso lo schianto sul muro, Toma ha mandato il suo immancabile messaggio autoreferenziale: ” Mi vogliono dai piani alti”. Sempre secondo Toma, Berlusconi in persona, e non solo, gli avrebbe chiesto una sua disponibilità alla ricandidatura a presidente della regione per le elezioni del 2023. Non si capisce ancora chi mai lo voglia nel partito, visto che da FI, attraverso la sua coordinatrice regionale: Tartaglione, la quale non fa nulla se non concordato con i suoi a Roma, arrivino segnali completamente discordanti dalla versione che racconta Toma. Si prova disagio e commiserazione per la posizione che ha assunto. Crede ancora di poter giocare d’astuzia e di essere parte integrante del sistema politico.
Questo succede quando si fanno i conti senza l’oste. Nel caso in questione, l’oste è il popolo molisano che guarda e aspetta a primavera 2023, di poter finalmente chiedere e incassare il salatissimo conto accumulato nei cinque anni di mandato da Toma e la sua giunta. Manca davvero poco.
La pazienza è la virtù dei forti.
Elena Niro
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