Comunque, a prescindere dalle mie precedenti considerazioni, se guardiamo l’ attuale situazione molisana ed italiana che vede costretti i relativi governi a ridurre e/o razionalizzare la spesa pubblica ( o paga la regione o paga il comune o paga l’Università poco cambia!) tenere una sede universitaria di proprietà a pochi centinaia di metri da Isernia e pagare invece un non poco canone di locazione a privati ( in questo caso la Curia) mi sembra che non si vada verso la lotta agli sprechi! Non vorrei che prevalga uno sterile ed anacronistico campanilismo! L’ Università è di tutto il Molise e il tutto deve essere visto nell’ ambito regionale .
La posizione assunta dal Rettore e dal Senato Accademico, quali soggetti pubblici, non può essere condannata bensì apprezzata. Ogni buon amministratore deve tendere, soprattutto in questo particolare momento, a razionalizzare la spesa pubblica cercando di limitare anche gli eventuali disagi alla popolazione. Ora non vedo quali grossi problemi possa creare lo spostamento ( e a costo zero!) della Facoltà di Scienze Politiche ( sarebbe il caso anche di conoscere il numero di studenti iscritti) presso la sede di Pesche ( a pochi centinaia di metri dalla Questura) e nelle immediate adiacenze di un comparto edilizio ( la Nunziatella) in corso di espansione.
Con questi presupposti, anche di natura erariale, non riesco a comprendere i motivi per i quali o il Comune o la stessa Regione debba pagare un fitto di euro 82.000 all’ anno in presenza di una sede Universitaria di proprietà della stessa Istituzione e già funzionante! Ed allora, se proprio si ritiene indispensabile ( !) far rimanere la facoltà universitaria in Via Mazzini, perchè tutti gli Amministratori Comunali, dal Sindaco all’ ultimo Consigliere di opposizione, all’ unisono, non chiedono alla Curia Vescovile di concedere a titolo gratuito l’ uso dei locali ? Ancora, non sarebbe più saggio utilizzare le somme che il Comune dovrebbe pagare per il fitto( mi viene anche qualche dubbio sulla regolarità e sulla competenza da parte del Comune stesso) per il diritto allo studio aiutando gli studenti e le famiglie con redditi bassi?































