Che piacere ritrovare in un cassetto di casa che non si apriva da tempo o in un “angolo” poco visitato sul web o anche tra le pagine di un caro e vecchio libro di elementari e medie dei decenni trascorsi rimasto chiuso da tanti lustri, ritrovare -si diceva- una vecchia, alquanto ingiallita e polverosa foto in bianconero, click a testimoniare abitudini e personaggi del passato.

Un piacere autentico, data la bella suggestione di ripercorrere le epoche appena trascorse attraverso foto particolari dei decenni andati. Non solo infatti “si rivedono” situazioni e storie ultime, ma come d’incanto tornano alla mente l’amico, il conoscente, il compaesano, il personaggio ed avvenimenti abbondantemente piacevoli da ricordare. Ed allora “incamminiamoci” in questa ideale passeggiata nella storia popolare ultima di Venafro, lasciandoci guidare dai vecchi e carissimi clik dei tempi appena passati. Ne proponiamo solo quattro di tali scatti in b/n, testimoni unici del passato recente venafrano. Due si riferiscono ai ciak cinematografici degli anni ‘56/’57 girati a Venafro per il film “La legge è legge” del regista francese Christian Jaque e col duo comico italo/francese Totò e Fernandel, pellicola che ha fatto la storia popolare venafrana del secondo dopoguerra con tantissimo coinvolgimento dell’intera collettività cittadina. Fanciulli, giovani e adulti che seguivano quotidianamente ogni ciak, ogni pausa, ogni particolarità del film e dei suoi protagonisti (tra gli attori italiani c’era anche Nino Besozzi), facendosi piacevolmente coinvolgere come comparse o per brevissime apparizioni, o anche solo assistendo ai “ciak, si gira !”. Si tornava a vivere dopo la tragedia dell’ultimo conflitto mondiale ed occasione migliore non potevano offrirla se non “il principe” della risata, Totò, ed il cordialissimo Fernandel.

Nei due click ritroviamo Fernandel attorniato da fanciulli venafrani in una pausa del film e lo stesso attore francese, nelle vesti di gendarme transalpino, che ha appena “catturato” il contrabbandiere italiano Totò e lo strattona per assicurarlo alla giustizia e perché entri ad “Assola”, nella circostanza nome cinematografico di Venafro. I due stanno entrando in piazza Castello Pandone, oggi denominata proprio Piazza Totò. Gli altri due scatti b/n : i ragazzi venafrani degli anni ’60 che s’intrattengono e giocano al Verlasce, lo storico anfiteatro romano. I giochi di un tempo : semplici, naturali al massimo ed assai coinvolgenti. Non c’era fanciullo o giovane che si sottraeva e tutti si divertivano. Si discuteva anche, ci si confrontava senza mezzi termini, ma un attimo dopo si era di nuovo amici e in perfetta armonia.

La situazione oggi ? Assai diversa, purtroppo. Basta ricordare il bruttissimo episodio ultimo con un giovane costretto al pronto soccorso del Veneziale di Isernia a seguito dell’aggressione da parte di taluni coetanei. L’ultimo click in b/n ritrae nei decenni trascorsi il laghetto, la Palazzina Liberty ed il rione Porta Nuova ai tempi della Festa della Madonna del Carmine dei decenni andati con tanta gente del popolo per le strade del rione Ciaraffella. Immagine bellissime che “raccontano” meravigliosamente abitudini, personaggi e tempi trascorsi. E come tali da conservare gelosamente, “dicendo” tantissimo.






























