Filignano, accogliente Comune collinare a sud del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e che d’estate si rivitalizza alquanto grazie ai tanti emigranti di rientro che lasciano momentaneamente i Paesi europei dove lavorano e che li ospitano per tornare seppure per una breve parentesi feriale nella loro terra di origine, Filignano -si scriveva- è certamente “Patria del Bel Canto” lirico e dell’opera lirica nel nome dell’indimenticabile tenore Mario Lanza, il cui papà era originario di tali luoghi, e dove proprio in questi giorni si sta svolgendo l’annuale Festival Internazionale che porta il nome del’artista, ma Filignano è anche altro. Ne sono dimostrazione la vivacità socio/culturale di tanti filignanesi e la loro voglia naturale di trasmettere agli altri attraverso propri libri di vario genere. Tra i tanti si segnala in questa sede il 76enne Mario Coia, già dipendente pubblico e persona assai socievole. Il nostro, che s’incontra spesso al centro del piccolo Comune e che s’intrattiene a parlare con tutti, ha la naturale passione per la scrittura, tanto da aver firmato diversi lavori,come “I briganti dei briganti – Briganti a Filignano”, il corposo “Vocabolario del dialetto filignanese”, “Poesie”, “Storia del duca di Castelnuovo/Cerasuolo Pasquale Maria Marotta – Castelnuovo al Volturno 1758/Napoli 1844” ed altro ancora. Mario -gli è stato chiesto- perché scrivi ? La sua pronta risposta : “Innanzitutto per il piacere di scrivere -aggiunge sorridente l’uomo- e quindi per trasmettere ai giovani utili informazioni e agli adulti ulteriori notizie sui loro saperi. Ma è soprattutto la naturale passione per la scrittura che mi anima e che mi fa sentire realizzato. Mi gratificata tantissimo il consenso di chi apprezza quanto produco !”. Assodato l’interesse socio/culturale della ricca produzione letteraria di Mario Coia, piace qui sottolineare uno dei concetti di fondo che emergono dai testi del 76enne filignanese : il rispetto umano del prossimo e la sua considerazione senza approfittarne, in modo che l’altro non abbia a sentirsi sfruttato e non sia indotto per necessità esistenziali ad azioni forti ed illegali. Concetti che vengono fuori chiari dal suo “I Briganti dei Briganti – Briganti a Filignano”. Briganti per necessità cioè, sembra dire Mario Coia, date le imposizioni che taluni imponevano alla massa, costretta a subire o in alternativa a ribellarsi, ponendosi al di fuori della legalità. Chapeau perciò Mario Coia per la tua piacevole voglia di esprimerti e trasmettere agli altri, senza mai perdere di vista la tua terra di origine e la gente che vi vive.






























