Lo sport accomuna e stabilisce rapporti incancellabili e duraturi. Ed è piacevole incontrare giocatori di calcio che hanno fatto la storia di una determinata località, lasciando ricordi indelebili non solo sportivi ma soprattutto socio/umanitari. E’ il caso dell’attaccante di origini africane Abdoulaye Keità, che ha vestito la casacca n. 9 del Venafro, dove ha giocato a lungo dal 2005 in poi segnando gol a grappoli, divertendo per il suo gioco spumeggiante, stabilendo ottimi rapporti col pubblico venafrano che era solito cantare in coro “Siam venuti sin quà per vedere segnare Keità !” e rimasto piacevolmente nei ricordi di tutti. Sempre Keità, si ricorda, giocò anche con l’Agnone e col Vasto in Abruzzo, una volta lasciati i colori venafrani. Evidentemente però era stato tanto profondo “il solco” umano tracciato da Keità a Venafro, dove tra l’altro nacquero le due figlie -oggi grandi- avute dalla moglie anch’essa africana, che Abdoulaye è appena tornato volentieri a Venafro, questa volta da turista, per ritrovare l’ambiente e i tanti venafrani che aveva conosciuto.”Risiedo in Francia con la mia famiglia –ha spiegato un sorridente e al solito cordiale Keità- non gioco più ed ho sempre Venafro ed il Venafro nel cuore. Qui sono nate le mie figlie, qui ho trovato umanità e soddisfazioni calcistiche e qui torno volentieri sapendo di ritrovare simpatia, stima e schietta amicizia !”. Quindi la stretta di mano col cronista che tante volte aveva scritto di lui con la maglia del Venafro, il bellissimo suo sorriso e l’arrivederci a momenti futuri altrettanto belli !

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