Nei pressi della storica chiesa di Sant’Antuono ci si imbatte prima nell’iscrizione marmorea capovolta e quindi nella statua sporgente a metà all’esterno di proprietà private
Le stranezze dei tempi trascorsi in materia di conservazione, tutela e salvaguardia del ricco patrimonio storico/archeologico nei Comuni molisani. A Venafro, città dalla ricca storia trascorsa, fondata mille anni prima della stessa Roma e con numerose testimonianze di epoca romana come lapidi, iscrizioni, statue, capitelli e tant’altro, è facile trovare tanto di siffatto patrimonio, il più delle volte ben conservato ed opportunamente valorizzato. Non mancano però situazioni di tutt’altro tipo. Due gli esempi più eclatanti, che parlano di tutela relativa di tanto patrimonio marmoreo di epoca romana : l’iscrizione su pietra addirittura murata … capovolta sulla parete esterna di una proprietà privata e, poco distante, una statua marmorea (è visibile parte del corpo, senza testa) che … sporge a metà sempre all’esterno di un’abitazione privata. Situazioni difficili a spiegarsi in materia di tutela del patrimonio storico/archeologico presente nella quarta città del Molise. Iscrizione e statua sono situate lungo le strade che portano alla Chiesa di Sant’Antuono, centro storico di Venafro, ossia continuativamente sotto gli occhi di tutti. L’iscrizione murata capovolta ? L’unica spiegazione plausibile, forse …, la relativa “dimestichezza” con la cultura in genere dell’operaio che la murò ! La statua sporgente a metà all’esterno di altra abitazione poco distante ? No, in questo caso non si riesce proprio a individuare una spiegazione logica. Una soluzione ottimale per le due particolarissime situazioni ? Sarebbe opportuno.































