Vi si girarono scene esterne significative, ma l’attuale proprietà non vi presta attenzione. Potrebbe restaurare il Comune di Venafro ?
“La legge è legge”, l’indimenticabile film col duo comico italo/francese Totò, il Principe della risata, e Fernandel, simpaticissimo a sua volta, girato a cavallo tra fine ’56 ed inizio ’57 nel centro storico di Venafro e sulle alture a nord della città coinvolgendo piacevolmente l’intera collettività venafrana del tempo, continua a far parlare di se a quasi 70 anni di distanza. Se ne dice, si ricorda e si racconta volentieri di scene del film, degli attori principali -Totò e Fernandel soprattutto- che lo interpretarono, degli altri attori di spicco coinvolti nelle riprese tra cui Nino Besozzi, delle tantissime comparse venafrane impiegate nelle riprese, dei luoghi dove vennero girate le scene salienti e degli adattamenti cinematografici di fabbricati, piazze e case venafrane per le varie sequenze del film. In pratica con ”La legge è legge” Venafro e i venafrani vennero girati e rigirati “come un calzino”, tutti si prestarono ed il coinvolgimento della popolazione e dell’abitato antico del tempo furono continui e piacevoli. Per mesi cioè Venafro nel ’56/’57 stette continuativamente … sul set, sotto i flash dei fotografi e delle macchine cinematografiche del tempo, lasciandosi simpaticamente “trasportare”.
Ed infatti, nonostante siano trascorsi 70 anni quasi dai ciak de “La Legge è legge”, a Venafro continuano ad essere vivi ed ancora come reali gli ambienti cittadini dove si girarono le scene più particolari. Tra i tanti, da segnalare –sempre nella finzione cinematografica- la Casa di Totò, che il regista francese Cristian Jacques individuò in un modesto fabbricato di due stanzette di Via Cristo a ridosso del tipico “Ruar r Sant’ Iann”, cuore della Venafro Antica, a cui si accedeva con una scala esterna di dieci gradini con piccolo pianerottolo finale. Ebbene a 70 anni di distanza dai ciak del tempo tale “Casa di Totò”, ovviamente di proprietà privata, risulta completamente abbandonata e cadente stando ad una visione dall’esterno, con la vegetazione spontanea che nel frattempo ha preso il sopravvento, come da foto allegata. Ed allora, le conclusioni : chiarito che il proprietario o la proprietaria se non intendono intervenire non sono tenuti a restaurare e che tale ”Casa di Totò”, pur cadente, non arreca problemi e pericoli ad alcuno, non sarebbe il caso di rimetterla in qualche modo in sesto, se non altro per questioni di attrattiva paesaggistica, ambientale e turistica ? Ed ancora : se i proprietari non intendono adoperarsi, non potrebbe intervenire il Comune di Venafro al fine di conferire a tale angolo particolare dell’abitato urbano la giusta importanza e l’attrattiva dovuta, attesi il suo particolare utilizzo nel tempo ed il personaggio cinematografico – il Principe della Risata, Totò- che vi girò scene de “La legge è legge” ? Questa è solo una idea, una semplice proposta (da verificare anche se fattibile …), che però se posta in essere potrebbe favorire l’ulteriore risonanza della città attraverso l’indimenticabile pellicola in b/n di fine anni ’50.






























