RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Possiamo girarci intorno utilizzando mille parole per addolcire la pillola ma la verità è una sola: il presidente della Regione Molise, nel suo ruolo di commissario ad acta alla sanità, ha volontariamente complicato la radioterapia oncologica in Molise.
L’unica struttura sul territorio che effettua il trattamento contro il cancro che impiega alte dosi di radiazioni per eliminare le cellule cancerose e ridurre i tumori è il Gemelli Spa che si trova a Campobasso.
La struttura commissariale, composta appunto dal governatore Toma e dal sub commissario Giacomo Papa, ha di fatto reso meno agevole l’uso della terapia dicendo che una nota del Ministero della Salute a firma del capo legislativo del ministro Schillaci ha comunicato che per effettuare la radioterapia oncologica bisogna avere la prescrizione dall’Asrem.
In consiglio regionale ci si aspettava una levata di scudi a difesa dei malati oncologici. Invece, a parte qualche rara avis proveniente dalla stessa maggioranza, Donato Toma ha ricevuto persino il plauso del Movimento 5stelle. Chiunque avesse ascoltato la dichiarazione del consigliere Angelo Primiani sarebbe balzato sulla sedia imprecando l’ignoranza politica di chi non ha la più pallida idea di cosa comporta questo maledetto decreto numero 1 del commissario ad acta. “Seppur condividiamo la ratio sul monitoraggio necessario e non più procrastinabile sull’appropriatezza delle prestazioni, nutriamo qualche perplessità dal punto di vista clinico. Che cosa accadrà domani mattina ai 660 pazienti che dovranno essere autorizzati preventivamente dalla struttura Cardarelli? Lo chiedo perché nel DCA non si prevedono limiti temporali di risposta. Forse sarebbe opportuno che quel DCA venisse emendato in tal senso. Perché è legittimo quello che si chiede ovvero subordinare la richiesta dell’erogazione di radioterapia all’avallo del Cardarelli ma la risposta deve arrivare in un arco temporale ben definito ”. E’ questo l’estratto del discorso del grillino Primiani.
Evidentemente sia Toma che Papa, compresi gli esponenti dei cinquestelle ormai talmente vicini al governo Toma da porterlo proporre come loro candidato presidente alla prossima tornata, hanno preferito non continuare a leggere la nota in cui il dottor Massimo Lasalvia precisa: “Nell’ipotesi in cui il personale della struttura Gemelli Molise, unico polo accreditato , possa essere ricondotto nel novero del personale medico universitario afferente ai policlinici universitari, IN BASE ALLA VALUTAZIONE E AUTORIZZAZIONE DI COMPETENZA DELLA REGIONE, non sembrano sussistere elementi ostativi all’utilizzo dei ricettari nel rispetto dell’ambito di applicazione dei commi 2 e 4 dell’articolo 50 del decreto legislativo 269/2003”.

Non solo. Il testo della nota si chiude con “è stata rappresentata la possibilità, da parte della struttura commissariale della Regione Molise, di valutare l’opportunità di autorizzare i medici del Gemelli Molise SpA atteso che è l’unico istituto sul territorio regionale accreditato ad erogare trattamenti di radioterapia”.
Ne deriva che:
- Il Ministero della Salute ha accertato che non c’è bisogno di complicare la vita ai malati di cancro;
- La struttura commissariale con Toma e Papa hanno volontariamente deciso di applicare una procedure lunga e farraginosa per i malati oncologici che devono ricevere le cure salvavita;
- I grillini condividono ogni atto con cui Toma ostacola le strutture private accreditate anche se i provvedimenti producono disagi e di conseguenza danni irreparabili ai cittadini molisani.
E’ chiaro che in Molise la politica viaggia a colpi di pura follia dettata da ignoranza, incapacità, incompetenza, e soprattutto di totale menefreghismo verso i cittadini. Più in particolare, in questo caso, verso i malati di cancro costretti a viaggiare avanti e indietro tra Gemelli e Cardarelli per una ricetta rossa. Nonostante il Ministero della Salute abbia chiarito, nero su bianco, che questo calvario può essere evitato.

Eppure, tra questi politicanti da bar che siedono in Consiglio regionale, nessuno prova vergogna. Né si può sottacere il silenzio di tutti i consiglieri di centrodestra complici di un massacro dei malati oncologici.
Salvatore Di Nigro






























