Già dall’anno successivo (1987) venne realizzato il nuovo e moderno simulacro, oggi unanimamente venerato, ma i fedeli del posto continuano a ricordare il mal tolto, sperando …

Un ricordo indelebile, nonostante i 37 anni trascorsi dai tragici eventi di cui si dirà innanzi, che Venafro continua ad avere nei propri affetti e ricordi più cari. Si sta scrivendo dello storico Busto di San Nicandro, il veneratissimo Patrono di Venafro e Protettore dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro, opera pregevole della rinomata Scuola Orafa Napoletana del ’600 che su commissione raffigurò egregiamente nell’800 il Busto del Martire venafrano con espressione suadente e sorridente giusti i tempi trascorsi. Il simulacro venne poi trafugato da terribili mani sacrileghe nella Chiesa del SS Viatico (comunemente detta di Cristo) nel centro storico venafrano nella notte tra il 24 e 25 giugno 1986, coi ladri dileguatisi nottetempo senza lasciar traccia e senza far più ritrovare quanto portato via agli affetti, alle idee ed alla fede di tutta Venafro ! “ Hann’ arrubbat’ Sant’ Ncandr’! ” -gridò spaventata e rattristita all’alba del 25 giugno 1986 un’anziana, Zia Carmela, transitando dinanzi alla Chiesa di Cristo ed avvedendosi del terribile furto sacrilego e da allora le cose sono rimaste tali. San Nicandro del ‘600 sparito, volatilizzato, venafrani già dalla primavera dell’87 capaci di far foggiare il nuovo e moderno simulacro del Martire (opera dello scultore di origini molisane, Alessandro Caetani), immagine entrata subito nel cuore dei venafrani che tanto la venerano. Non di rad però sono in molti a Venafro a pensare al mal tolto, implicitamente auspicandone il ritrovamento e la restituzione al culto cittadino. “Si apprende spesso dai vari canali tv -affermano numerosi venafrani- della instancabile, preziosa e continuativa opera dei reparti speciali delle forze dell’ordine, in particolare i CC addetti al recupero delle opere d’arte, del ritrovamento sia in Italia che all’estero di tanto dell’arte storica nazionale, sia sacra che non, rubata nel corso degli anni, finita in mani di collezionisti e rinvenuta in esposizioni e proprietà private. Possibile mai non essere fortunati, come venafrani, nel recupero dello storico Busto di San Nicandro del ‘600 ? E’ sempre in Italia o è stato venduto all’estero ? Nell’86, anno del furto sacrilego, si fece tantissimo da parte di molti a Venafro sia dell’ambito militare che civile, si batterono tutte le piste possibili, l’impegno risultò enorme per ritrovarlo, si pensava di essere vicini al recupero, ma alla fine furono tutte e solo “bolle vuote di sapone” ! Lo storico, bellissimo, artistico e sorridente San Nicandro volatilizzato, rubato da gente rimasta ignota, finito e nascosto chi sa dove, e i venafrani costretti a restare senza il loro” amatissimo simulacro sacro, tant’è la decisione della collettività cittadina di mettere subito mano alla nuova immagine sacra. “Certo, il moderno Busto del nostro Santo Patrono è stato accettato a braccia aperte sin dal primo momento e così sarà per il futuro da parte delle nuove generazioni, ne siamo certi, -è il pensiero diffuso a Venafro- ma sarebbe bellissimo il ritrovamento e la restituzione alla città dello storico ed indimenticabile simulacro realizzato dalla Scuola Orafa Napoletana del ‘600. Viene recuperato tanto del patrimonio artistico sacro nazionale. Perché non può avvenire altrettanto anche per il nostro San Nicandro, che a 37 anni dal furto sacrilego nessuno dimentica ? Noi speriamo sempre nel suo ritrovamento da parte delle forze dell’ordine ed attendiamo fiduciosi … !”. La fede, qualcosa di magnificamente incrollabile !

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