Col restauro dell’ex caserma dell’Arma in piazza Merola a San Francesco si appronterà finalmente il moderno ed ampio Nuovo Teatro del Comune di Venafro, secondo l’auspicio unanime in città ?
I confronti sono sempre poco simpatici, addirittura difficili, ma per l’argomento che segue risultano assolutamente inevitabili. Altre città in Molise sono adeguatamente attrezzate con strutture e servizi come un teatro o ambienti spaziosi, accoglienti ed adeguati per promuovere e fare arte, cultura ect., meno che Venafro. Campobasso dispone dell’ottimo Savoia, Isernia si fregia del moderno Auditorium, Termoli non è da meno, Agnone ha lo storico Italo/Argentino, altri Comuni della regione sono provvisti di complessi alla bisogna, mentre Venafro -che pure sino alla prima metà del novecento aveva il suo piccolo ma bel teatro al rione San Francesco, successivamente scomparso e non più ripristinato- è oggi povera in tal senso, sprovvista com’è di un teatro moderno comunale degno di tal nome. Solo la ridotta (quanto a spazi per un pubblico numeroso) Palazzina Liberty, restaurata e bella, ma con un’unica sala dalla capienza inferiore alle cento unità in cui in effetti si prova a fare arte, letteratura, teatro e cultura in genere. Troppo poco per undicimila residenti e per la quarta città del Molise dove, come già scritto in precedenti servizi, è possibile fare musica, teatro ed arte in genere unicamente nelle belle stagioni, ossia da giugno ad agosto, ospiti di piazze nel centro storico ed interno del Verlasce, cioè soltanto all’aperto. Già, occorre che … Giove Pluvio, notorio dio della pioggia, sia benevolo e consenziente con una bella serata estiva asciutta e tiepida per potersi intrattenere all’aperto, altrimenti niente iniziative culturali in città ! E se non è imperdonabile carenza sociale questa, come altro la si vuol definire ? Il dato, ed eccoci al confronto poco simpatico ma più che mai opportuno, è stato appena ribadito a chiare lettere all’indomani di due belle serate artistiche proposte ai molisani dalla Regione Molise : la prima all’Auditorium Unità d’Italia ad Isernia dove si é esibita la validissima cantante/attrice Lina Sastri incassando consensi meritatissimi in un auditorium gremitissimo, la seconda al Savoia di Campobasso con la presentazione del teatro brillante di Carlo Buccirosso, noto attore napoletano che ha incassato analogo successo popolare. Ovunque cioè in Molise c’è “fame” di teatro, musica, pittura, letteratura ect. e tanti molisani, bontà loro, ne possono fruire a casa loro, ma a Venafro questo praticamente non è possibile ! Una città ed il suo intero mandamento, qualcosa come ventimila persone (!), lasciate impietosamente e con responsabilità istituzionali a go/go senza “uno straccio” di teatro comodo, funzionale, spazioso ed accogliente! Per Venafro e i venafrani solo l’arte … dell’arrangiarsi all’aperto, sempre che dall’alto non piovano “fulmini e saette” scagliati appunto da Giove Pluvio ! Piangersi addosso e nulla più ? Assolutamente no, ma voglia massima dei venafrani di reagire e trovare soluzioni ad hoc, soprattutto per le nuove generazioni che hanno diritto di crescere nel sapere, nella cultura e nei servizi, e non certo nel … “dolce far niente” ! Ed allora ecco a portata di mano una possibile soluzione dello storico e penalizzante problema sociale per approntare finalmente a Venafro un teatro comunale, moderno, spazioso e degno di tal nome. In piazza Merola al rione San Francesco, a fronte dei milioni di euro di finanziamenti pubblici, sono appena iniziati i lavori per il recupero e restauro dell’ampio edificio dell’ex Caserma dei CC di Venafro, ricco di capiente area libera sul retro. Occasione unica e addirittura irripetibile per approntare -voglia Dio- il moderno e nuovo Teatro del Comune di Venafro con intervento di recupero ad hoc dell’antico stabile di proprietà comunale. Il finanziamento pubblico -si potrà forse osservare- prevede altra finalità e diverso utilizzo della struttura a restauro ultimato, tant’è lo stanziamento finanziario pubblico pervenuto ? Li si modifichi per tempo, adducendo le sacrosante motivazioni sociali e popolari perché tanto avvenga ! Ne va della crescita dell’intera città, che ha ampiamente diritto ad un teatro municipale degno di tal nome e nel quale veder crescere e progredire le arti umane e soddisfare le attese di tutte le fasce sociali, giovani in testa !































