I lettori ricordano e raccontano i riti religiosi pasquali del recente passato
Alcune tradizioni scomparse : le cuffiette dei neonati lasciate nella Chiesa di Cristo a Venafro dopo la “Benedizione dei Bambini” per la loro migliore salute e il tipico “battiporte” a Sant’Agostino, altro luogo di culto nella Venafro Antica
Ha fatto centro il precedente articolo di questa testata sui riti religiosi pasquali del tempo trascorso, tanto significativi, partecipati e dei quali purtroppo si è persa traccia nell’opinione pubblica contemporanea non venendo più proposti. Torniamo volentieri su siffatti argomenti sia per la loro sostanziale ricchezza socio/religioso/umanitaria e sia perché sollecitati dalle testimonianze di quanti vi assistevano e partecipavano, fornendo nuovi particolari dei bei tempi passati. Torniamo sulla “Benedizione dei Bambini” nella tarda mattinata del mercoledì santo nella Chiesa di Cristo a Venafro, alias del SS. Viatico. A raccontarne i particolari l’81enne Mario Ruocchio, apprezzato falegname delle Manganelle oggi in pensione ed all’epoca dei ricordi che seguono giovane poco più che ventenne : “Era un rito con la chiesa di Cristo gremita di mamme coi loro bambini in braccio, di numerosi adulti e di tanti fanciulli appena usciti dalle vicine scuole elementari del rione delle Monache -testimonia l’uomo- ed al termine della Benedizione, durante la quale le mamme sollevavano in alto i loro neonati, un gesto bellissimo ed assai commovente, venivano lasciate in chiesa le cuffiette che i piccoli portavano sulla testa per coprire e debellare eventuali infezioni al capo ed altro, problemi ricorrenti a quei tempi. Cuffiette, nastri ect. erano successivamente raccolti e messi a bruciare nel cosiddetto sudario in sacrestia, quale espediente per debellare possibili mali dei neonati, ovviamente assodata la sostanziale priorità della benedizione appena ricevuta. Peccato che tutto questo sia sparito col trascorrere del tempo !”. Altri suoi ricordi degli storici e particolari riti prepasquali nei Comuni del Molise, proviamo a chiedere all’uomo ? “Come non ricordare -prosegue con un largo sorriso l’ex ebanista e bravo pianista autodidatta- il tipico “battiporte” ! Avveniva nella Chiesa di Sant’Agostino, altro luogo di culto purtroppo da anni chiuso nel centro storico di Venafro, il Venerdì Santo per ricordare il sacrificio di Gesù sulla Croce. “Legate” le campane, che non venivano suonate nella Settimana Santa, per sottolineare la morte del Figlio dell’Uomo si praticava il tipico e tanto pauroso “battiporte”. Con forza si sbattevano le porte in chiesa e si praticavano altri forti rumori per sottolineare la tragedia appena vissuta, non potendo suonare le campane ! E i fedeli restavano a lungo in assoluto silenzio nel luogo di culto a pregare ! Momenti intensissimi, pieni di enorme partecipazione umana, di forti sentimenti di fede, anche di paure e che il tempo purtroppo ha fatto svanire ! Un gran peccato, non c’è che dire !”.






























