Il circolo Legambiente “E. Cirese” di Campobasso con il patrocinio del Comune di Bojano e grazie alla disponibilità di Molise Acque organizza per la giornata di sabato 17 giugno 2023 la “Passeggiata sull’acqua”, un itinerario divulgativo sugli aspetti ambientali, storici, culturali e scientifici nel rapporto tra acqua e territorio.
Il percorso si svolgerà partendo da piazza Pasquino per dirigersi alla fontana del Cannello, prima tappa alla scoperta di un oggetto che è insieme fontana e lavatoio al centro di un quartiere densamente abitato. Attraverso via Conte Ugone il gruppo si muoverà verso l’impianto di captazione “Maiella” con relativa visita grazie al supporto di Molise Acque. Terminata la visita il percorso continuerà alla scoperta della fontana di Santa Maria dei Rivoli, terza tappa, e poi lungo il fiume alla scoperta del “Calderari” e per l’intero percorso pedonale. La tappa finale della passeggiata sarà il Lavatoio di via Turno.
Ad ogni sosta è previsto un breve intervento che partendo dalla descrizione luogo spazierà poi verso riflessioni storiche, culturali e ambientali sullo sfruttamento della risorsa idrica. Il coordinamento dell’iniziativa è a cura del socio Legambiente Arch. Francesco Manfredi Selvaggi.
Il fatto che il Molise è ricco di risorse idriche” spiega Paolo Fagliarone, presidente del circolo Legambiente “non significa che non dobbiamo interrogarci su quanto sia sostenibile l’uso che ne facciamo. Abbiamo scelto Bojano per riflettere sull’acqua e i suoi usi perché proprio lì il Biferno nasce, l’acqua è abbondante nel sottosuolo e viene captata con facilità, ma al contempo sempre a Bojano sono stati rilevati tempo fa inquinamenti da sversamento di caseina e dilavamento di letami. Bojano è quindi il luogo ideale per godere della copiosità di acqua pura, per esplorare gli usi che l’uomo ne ha fatto nel tempo, ma anche per essere consapevoli che dobbiamo farne un uso più razionale per tutelare l’ecosistema fiume e gli ambienti a valle
A Bojano” – riferisce Francesco Manfredi Selvaggi, responsabile scientifico dell’iniziativa, “la ricchezza d’acqua giustifica la formazione di un insediamento abitativo di consistenti dimensioni e, del resto, non solo le civiltà più progredite, ma anche le città più grandi sono quelle fluviali. L’abbondanza di risorsa idrica, tanto più che si tratta di acqua pura scaturendo da sorgenti e perciò potabile, ha permesso il sorgere di un centro popoloso.
L’acqua è un bene essenziale oltre che per soddisfare la sete per tutta una serie di bisogni antropici. Il Calderari, un ramo del Biferno, si rivela fondamentale per allontanare gli scarichi fognari dall’ambito urbano che esso attraversa, quindi per ragioni igieniche. Un’altra ragione è, stavolta siamo nel settore alimentare, per irrigare la fascia di orti che lo fiancheggia; nella medesima finalità rientra pure il mulino che sta all’inizio dell’altro braccio del Biferno a Pietrecadute e, ancora, connesso al nutrimento vi è l’allevamento di trote al quale è collegato un laghetto di pesca sportiva vicino alla sorgente di Maiella.
L’acqua che scorre nel Biferno dà vita anche ad alcune iniziative paleoindustriali, dalla segheria idraulica di via Ciammarucone alla centrale idroelettrica di Pietrecadute; vi è poi un’attività produttiva che si svolgeva un tempo su una sponda del Calderari nel sito di, appunto, Tintiere Vecchie in cui si tinteggiava la lana tosata delle pecore per la macellazione delle quali doveva sicuramente esserci nelle vicinanze di questo rio un mattatoio.
La principale lavorazione artigianale è, ieri come oggi, quella casearia senza dubbio legata al Biferno perché la produzione di latticini richiede molta acqua. Da non molto il nostro fiume è stato visto in un’ottica ricreativa: l’alveo per le escursioni in canoa, gli argini per passeggiate lungofiume.
L’economia boianese integra i beni della montagna (boschi e pascoli innanzitutto) con la notevole disponibilità idrica del fondovalle. Per merito del cospicuo quantitativo d’acqua ivi presente questa città fin dalla notte dei tempi è stata un caposaldo della transumanza e quindi un polo di scambi che da intermittenti, l’andata e ritorno delle greggi tra Abruzzo e Puglia, sono diventati continui assumendo Boiano un ruolo di mercato stabile.
La vocazione commerciale è favorita dal passaggio di una fondamentale arteria di età romana che nell’abitato si trasforma in decumano il quale contende lo spazio al Calderari, c’entra sempre il fiume quando si parla di Boiano sia se fonte di prosperità sia se d’intralcio alla circolazione viaria come in questo caso, nel bene o nel male è una presenza “ingombrante”. Il corso d’acqua produce disturbo alla cittadinanza allorché favorisce il formarsi della nebbia la quale, nonostante a volte sia assai persistente, non ha dissuaso le persone a stare qui da oltre 2.000 anni, troppo vantaggioso è avere a portata di mano un’ingente quantità d’acqua da sfruttare per usi civili, agricoli, ecc.
Appuntamento alle 9:00 a Bojano in Piazza Pasqino per iniziare la passeggiata.
Info 3209417585 – legambientecircolocb@yahoo.it
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