Feste patronali concluse con la soddisfazione unanime dei venafrani.
Coi magnifici ed assai applauditi fuochi pirotecnici della notte scorsa, é appena calato il sipario sulle festività patronali venafrane in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria. La città ha mostrato assoluto gradimento per il ricco programma civile, ovviamente non mancando di affollare gli storici riti religiosi, in primis la processione conclusiva della notte ultima con Busto del Patrono e Reliquie dei Santi Martiri portati in spalla dai giovani della città, una volta conclusa l’asta popolare fruttata circa 10mila euro per l’organizzazione stessa della festa. A migliaia in effetti come da foto concesse da Alessandro Cotugno, si sono posti in processione per riportare i Simulacri dei Martiri in città, altrettanti a cantare più volte in coro il bellissimo “Inno ai Santi Martiri” lungo il percorso cittadino e in conclusione piazza Castello Pandone gremita alla mezzanotte per l’atto finale della stessa processione. Fitto, articolato e gradito, come detto, il programma civile approntato dal folto e dinamico Comitato organizzatore degli eventi. Si citano la Festa per i Bambini al rione Mercato con musiche e giochi vari e le serate di musica leggera con “Gli Alunni del Sole” in piazza Cimorelli che hanno riproposto indimenticabili motivi dei decenni andati e soprattutto i “Boomdabasch”, capaci di attirare sul piazzale della stazione ferroviaria diverse migliaia di giovani sia molisani che di altre regioni, che hanno cantato e ballato per ore ed ore gremendo sino all’inverosimile viale Vittorio Emanuele III e strade collegate. Così come non sono mancati i consensi popolari per il tradizionale matinée musicale del Gran Concerto Bandistico di Ailano (Ce) diretto dal M° Giovanni Minafra ai piedi della Torre Medievale al Mercato. Nel programma della mattinata bandistica musiche di Puccini, Mascagni e Morricone, nonché l’Inno d’Italia di Mameli col pubblico in piedi a cantare e prodigo alla fine di fragorosi applausi. Scena ripetutasi puntuale con l’Inno ai Santi Martiri (opera di fine ‘800 scritta dal poeta venafrano Raffaele Atella e musicata dal canonico Domenico Criscuolo, anch’egli di Venafro) che il team bandistico ha eseguito in chiusura di matinée alla perfezione mentre i presenti cantavano in coro. Fragorosissimi, si diceva, gli applausi finali a tal punto da indurre il Gran Concerto al bis, accolto con ampi favori dai venafrani, a loro volta prontissimi a cantare di nuovo in coro !































