Sono prossime le elezioni Regionali in Molise e non mancano progetti di riforme ispirate al rilancio, sviluppo e ripopolamento del territorio.
Uno dei protagonisti di questa campagna elettorale è Cosmo Tedeschi imprenditore molisano candidato alla Regione Molise che gentilmente ha risposto ad alcune domande del direttore di Radio Centro Musica Avv. Emanuela Fancelli.
Dove è candidato esattamente e con quale formazione politica?
Ho scelto di candidarmi nella lista Fratelli d’Italia che sostiene il candidato presidente di centrodestra Francesco Roberti, dopo aver sostenuto per 10 anni le liste civiche.
Mi sono lasciato guidare da quello che considero buonsenso: il Governo centrale è nelle mani di una forza politica – guidata da una donna capace e caparbia, secondo me – che sta facendo bene.
Siamo una piccola regione che ha bisogno di farsi ascoltare e per farlo, bisogna “parlare la stessa lingua”.
Qual è l’obiettivo che ha ispirato il programma elettorale?
Il mio obiettivo è quello di risollevare le sorti della mia terra, cercando di ridare quella dignità che ha perso nel corso di questi ultimi anni.
I molisani sono profondamente sfiduciati e li capisco perfettamente: questa mia regione, nella quale sono nato, cresciuto e dove ho gettato le basi per continuare a vivere, era la nostra isola felice.
Non lo è più da troppo tempo.
Non dico che in 5 anni possa tornare ad esserlo, ma almeno gettare le basi perché il processo abbia inizio e che sia un processo a lungo termine, questo sì, si può fare e abbiamo il dovere di farlo.
Quali sono le principali criticità della sua regione?
Dei trenta (o trecento) problemi che ha il Molise mi sono soffermato su tre principali questioni che secondo me sono da affrontare nell’immediato: la sanità, le infrastrutture e lo spopolamento.
La sanità, ovviamente è in cima alla lista perché non possiamo più vivere nella paura perenne di non poterci salvare se ci viene un infarto, un ictus o un trauma serio, per via delle gravissime carenze sulla medicina d’urgenza.
Le infrastrutture, perché dei 2500 chilometri di strade che abbiamo, almeno la metà sono disastrate e la restante parte non sempre agevole.
Non possiamo più permetterci di rimanere fuori dal resto d’Italia, proprio noi, che abbiamo una posizione geografica privilegiata di potenziale collegamento tra l’oriente e l’occidente d’Italia.
Che sia una quattro corsie, un’autostrada, chiamiamola come ci pare, ma che stavolta, una strada principale di collegamento interno ed esterno al Molise venga finalmente fatta.
Lo spopolamento è conseguenza della mancanza di infrastrutture e servizi e di una politica economica seria e duratura.
Questo aspetto lo conosco molto bene da imprenditore. Manca il lavoro, e dove c’è lavoro manca la giusta retribuzione.
Per quale motivo un giovane dovrebbe rimanere qui e non andare altrove dove i suoi meriti possano essere riconosciuti?
E vi assicuro che le menti molisane sono di un’eccellenza superiore. Non lo dico io, lo dicono i tanti professionisti che da ragazzi, zaino in spalla, sono partiti per cercare fortuna e hanno trovato anche il successo.
Quali prospettive può avere un borgo qualunque del Molise che tra meno di 30 anni sarà totalmente deserto?
Anche qui, occorre invertire la rotta e fare in modo che le persone non vadano via.
Mi piacerebbe anche che chi lo ha già fatto tornasse, ma capisco che questo è più difficile.
Nello specifico, una delle principali problematiche del Molise riguarda la sanità.
In una recente sentenza con la quale si dichiara illegittima la legge regionale 11/2022 “Organizzazione della rete ospedaliera e di emergenza”, approvata il 23 giugno 2022 dal Consiglio Regionale del Molise, la Consulta sottolinea “l’anomalia di un commissariamento della sanità regionale che si protrae da oltre 13 anni. Cosa non è stato fatto negli anni passati e cosa è urgente fare?
C’è stata una gestione disastrosa e totalmente fallimentare, ecco cosa è successo alla nostra sanità.
Che il commissariamento sia un’anomalia lo ha sottolineato anche il ministro Schillaci nella sua recente visita in Molise.
E proprio con il ministro mi sono intrattenuto a lungo a parlare della questione sanità, in generale.
Lui ha garantito che il Molise è “attenzionato”. A me, come cittadino e come possibile nuovo amministratore di questa regione, non basta.
Non perché non gli creda, attenzione, ma a noi occorrono le risorse finanziarie per far fronte prima di tutto all’operatività dei pronto soccorso.
Almeno nei tre principali ospedali della regione, Campobasso, Isernia e Termoli deve esserci la possibilità di accedere e ricevere cure immediate per le patologie tempo dipendenti.
Se sarò eletto il mio impegno principale sarà questo: piazzarmi a Roma fino a quando queste risorse non saranno assegnate alla nostra regione.
Il Molise è una regione di modeste dimensioni, quali sono gli effetti positivi che ci si aspetta dall’autonomia differenziata proclamata dal governo?
L’autonomia differenziata potrebbe rappresentare un problema serio per il Sud, è inutile nasconderlo.
Se non sarà calibrata in maniera tale da non aumentare il divario che c’è tra Nord e Sud, il rischio che si corre è di diventare ancora più poveri di quanto non siamo già.
In questo mi affido al Governo Meloni che saprà senz’altro trovare un giusto equilibrio per fare in modo che questo non accada.






























