Non c‘è ancora l’ufficialità della chiusura del Convento Cappuccini di Venafro ma la notizia gira e preoccupa.

Nel merito si attende la disposizione definitiva del Ministro Provinciale della Provincia Monastica di S. Angelo e S. Padre Pio.

Una notizia -la possibile chiusura del Convento dei Frati Minori Cappuccini di Venafro che FuturoMolise ha dato in anteprima- non ancora ufficiale e che va verificata nei prossimi giorni all’indomani della disposizione definitiva del Ministro Provinciale della Provincia Monastica di S. Angelo e S. Padre Pio. Questi nel contempo  si accinge anche a disporre le conferme, le nuove assegnazioni o i trasferimenti dei Frati nei diversi Conventi di Puglie e Molise. Intanto però la solo prospettata chiusura del convento cittadino ha scosso moltissimo i fedeli di Venafro e dintorni. In effetti si fa un gran parlare dell’idea di chiudere il sito monastico venafrano data l’esiguità numerica dei religiosi dell’Ordine in Puglie e Molise per accogliere quotidianamente un frate proveniente dai P. Cappuccini di Isernia per la celebrazione serale e quella domenicale. Siffatta paventata contrazione/chiusura del Convento venafrano è bastata però perché a Venafro e dintorni ci si allarmasse. Niente di certo, definitivo e già disposto, si diceva, ma paure e rischi persistono. Addirittura dalle notizie che trapelano sarebbero ben tre i Conventi della predetta Provincia monastica di Puglie e Molise in odore di chiusura e tra questi purtroppo ci sarebbe anche il Convento di Venafro. Secondo la regola monacale provinciale pugliese/molisana in ciascun convento devono esserci un minimo di tre frati per la prevista vita in fratellanza dell’Ordine. In un convento non può esserci un solo frate, né appena due. Mancando il numero minimo, il Convento chiude. Potrebbe accadere a Venafro, anche se si ha notizia che ci si starebbe attivando tra i fedeli venafrani  per chiedere udienza al Vescovo della Diocesi d’Isernia/Venafro, Mons. Cibotti, esporgli le ragioni di Venafro e chiedergli d’intervenire a tutela del Convento cittadino e per la sua perdurante e continuativa funzionalità. Sul delicato tema, tante le opinioni raccolte a Venafro: “L’attigua Basilica di San Nicandro è stata ufficialmente riconosciuta come Santuario, -si afferma in città- nel Convento c’è la celletta che ospitò nel 1911 il giovane 24enne Padre Pio, vi sono esposti reliquie, paramenti, calici ed oggetti del Santo, i fedeli visitano di continuo tutto questo e numerose sono le confessioni giornaliere richieste agli attuali Frati del Convento che da oltre cinque secoli custodiscono il Sepolcro del Patrono di Venafro, San Nicandro. Tutto questo dovrebbe preservare, pensiamo, la futura e continuativa apertura e funzionalità del Convento venafrano, senza chiuderlo”. I fedeli venafrani restano quindi col fiato sospeso in attesa di conoscere il destino futuro del locale convento, di cui già in passato era stata prospettata la chiusura a causa dell’esiguità dei frati nell’intera provincia monastica pugliese/molisana, chiusura poi fortunatamente rientrata una volta riconosciute al sito religioso venafrano peculiarità storiche, particolari ed irrinunciabili. Avverrà altrettanto anche questa volta, col convento venafrano funzionante ed aperto h 24 di tutti i giorni ? E’ quanto sperano fortemente i fedeli di Venafro e dei Comuni limitrofi, questi ultimi a loro volta molto legati al sito religioso venafrano ed all’attigua Basilica di San Nicandro alla luce dei valori cristiani che da sempre trasmettono.

Articolo precedenteIl giorno del silenzio prelettorale
Articolo successivoMigliaia di cittadini informati per la Giornata Mondiale contro l’Abuso di Sostanze Stupefacenti