Interessante provare ad immaginare la nuova giunta della Regione Molise, mentre Venafro si lecca le ferite elettorali

Manca ancora la proclamazione ufficiale degli eletti all’indomani delle recenti elezioni regionali del questoMolise, e quindi è ancora tutto prematuro ed ufficioso. Appare comunque  interessante, addirittura piacevole provare a indovinare la nuova giunta regionale in base a quanto “ha detto” l’urna di fine giugno, ancora … “calda e bollente” per quanto espresso. Un dato ormai inconfutabile, a prescindere da tutto il resto. Sarà ancora il centrodestra molisano ad amministrare la regione per il prossimo quinquennio, giusto come avvenuto per il quinquennio precedente, solo che tanti saranno i nuovi attori/protagonisti nell’esecutivo centrale. Non ci sarà più Toma, non ricandidatosi, ma nemmeno tant’altri, a cominciare dal suo vice Cotugno, candidato ma non eletto. Mancherà anche qualche altro assessore uscente, vedi Calenda, ripropostasi ed a sua volta non rieletta dai molisani. Ci sarà invece sullo scanno più alto della presidenza dell’esecutivo il sindaco di Termoli, Roberti, che ha guidato il team di centrodestra avendo nettamente la meglio sul fronte opposto di centrosinistra a guida Gravina, apertamente sconfitto. Nell’ambito del centrosinistra comunque, così come sul versante opposto sono da rimarcare gli ottimi risultati di Fratelli d’Italia (4 eletti), Forza Italia (3), Il Molise che vogliamo e Noi Moderati (2) nonché di Popolari e Lega con un eletto ciascuno, va analogamente riconosciuto a sinistra il ruolo positivo del Partito Democratico che ne ha eletti tre. Tanto premesso, e ricordato il dato negativo di Venafro che non porta alcun suo candidato nel nuovo consiglio regionale (ne proponeva più di dieci …), riscontro questo nient’affatto positivo in prospettiva futura, proviamo  a disegnare la nuova giunta regionale. Se prevarrà la datata logica politica di spartizioni ed attribuzioni di governo in base alla consistenza di voti e preferenze riportate, ossia se si darà seguito sic et simpliciter al voto degli elettori, a Fratelli d’Italia -è solo un ipotesi quella che segue- dovrebbero andare minimo due assessorati (se non tre …) dei cinque da assegnare. Per gli altri gruppi di centrodestra due assessorati a Forza Italia ed il restante quinto da attribuire o a Il Molise che vogliamo o a Noi Moderati o a Popolari per l’Italia o alla Lega. Questa una ipotesi. Se tanto sarà, Salvatore Micone e Quintino Pallante potrebbero essere gli assessori di FdI, Roberto Di Baggio e Nicola Cavaliere quelli di Forza Italia, mentre per il quinto assessore si sceglierebbe tra Stefania Passarelli (Il Molise …), Fabio Cofelice (Moderati), Vincenzo Niro (Popolari) e Massimo Sabusco (Lega). Il futuro Presidente del Consiglio? Molto dipenderà dalle scelte per la giunta. L’altra ipotesi: tre seggi a Fratelli d’Italia anche con Michele Iorio in giunta ed i restanti due assessorati agli altri cinque gruppi di centrodestra (ipotesi non semplice).”Matassa” complicata ed intrigata quindi, non facile da  sciogliere. Dove invece non sussistono dubbi di sorta, ma era tutto sin troppo chiaro già subito dopo la conclusione dello spoglio, è la debacle elettorale di Venafro, che francamente all’inizio nessuno poteva immaginare. Più di dieci candidati nei due fronti e nessuno eletto ! Fatto questo mai prima accaduto (basta ricordare che erano due i venafrani uscenti nei due fronti ed entrambi rimasti fuori dal nuovo consiglio)! Casuale o accidentale la non elezione di alcun venafrano ? Voluto o fortuito ? Programmato o arrivato inaspettato ? Le risposte possono essere tante e diverse, per cui conviene lasciarle a chi legge, anche se cinque anni  senza un amministratore del posto nel governo centrale della regione non saranno semplici e facili da passare ! E soprattutto ci saranno contraccolpi per la città ? Nessuno li intende dare per certi assolutamente, ma nemmeno si possono escludere. Ed allora,  mentre si aspetta di conoscere i cinque nuovi assessori regionali, probabilmente qualche … “esame di coscienza” qualcuno dovrà o dovrebbe pur farlo ! Non vorremmo cioè doverci trovare al cospetto della storica “Vittoria di Pirro”, che pensava di aver toccato il cielo e che invece si ritrovò con le classiche pive nel sacco, ossia col nulla ! Venafro, quarta città del Molise, non lo merita affatto, per cui si spera in tutt’altro ! Essenzialmente per il progresso dei giovani, per il loro futuro e per la permanenza di intere generazioni in Molise, fatto assolutamente prioritario per la crescita di questa terra.

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