Dai partecipanti venafrani al vertice a Foggia col Ministro della Provincia Monastica di Puglie e Molise sulla delicatissima questione del futuro di Convento e Basilica di Venafro, che non resterebbero più aperti continuativamente data la carenza di frati, riceviamo il comunicato del quale si pubblicano i passaggi salienti : “Ieri alle ore 11 c’è stato un incontro a Foggia con il Padre Provinciale dei Cappuccini , fra Francesco Di Leo, alla presenza di fra Antonio Losapio, per discutere delle problematiche emerse in questi giorni sulla nuova organizzazione del convento di San Nicandro. Presenti per la città di Venafro il Sindaco, Alfredo Ricci, amministratori comunali, il Vicario Foraneo don Salvatore Rinald, e una rappresentanza di cittadini e fedeli. Ha aperto l’incontro il dialogo il Sindaco, che ha presentato tutte le problematiche derivanti dalla eventuale chiusura della Basilica e del convento di San Nicandro. Sono intervenuti tutti i convenuti, presentando le ragioni legate alla storicità della presenza dei Cappuccini e al cammino pluricentenario della Fede e della venerazione verso i Santi Martiri da parte dei Venafrani e di tanti devoti anche residenti in altre città e all’estero. Dopo ampia disamina dei termini della questione , il Padre Provinciale ha assicurato quanto segue : con il Vescovo di Isernia-Venafro è in corso un costante confronto per trovare una pacifica soluzione; il convento e la basilica saranno amministrati dal Rettore fra Antonio Losapio e dal Vice Rettore fra Jossy Fernandes; la basilica sarà aperta tutte le mattine e tutti i pomeriggi con la presenza di un frate; la Santa Messa sarà celebrata la domenica; nei periodi “forti”, legati alla maggiore devozione popolare (per esempio verso i Santi Martiri), le funzioni religiose e le consuetudini e tradizioni saranno garantite. Questa diversa organizzazione, che dovrebbe partire da settembre, è stata motivata dal Padre Provinciale per il ridotto numero di frati disponibili nella provincia cappuccina in conseguenza della carenza di vocazioni degli ultimi tempi.
Tutto risolto, tutti soddisfatti a Venafro? Non proprio ! In effetti non piace ai venafrani la perdita dell’autonomia e quindi l’aggregazione del sito religioso francescano di Venafro a quello di Isernia, con presenze ridotte e ad orario di frati a Venafro, senza celebrazioni nei giorni feriali, con l’unica Santa Messa la domenica e con convento e basilica di fatto chiusi, nonostante la diffusa e storica fede popolare. Per tutta questa serie di ragioni e tant’altro non si escludono nell’immediato forme di proteste popolari per scongiurare quanto in programma in danno della collettività venafrana di credenti. Nel mentre circola l’idea, stante la carenza di frati, di proporre l’affidamento continuativo di Basilica di San Nicandro ed attiguo edificio religioso ad un prete della Diocesi, istituendo altresì la Parrocchia di San Nicandro, soluzione ottimale per scongiurare le chiusure in programma, favorire in loco il continuativo afflusso di fedeli ed assicurare la piena custodia del Sarcofago del Patrono San Nicandro.






























