Venafro “prepara” il busto di San Nicandro per portarlo in serata in processione
Per ringraziarlo dello scampato pericolo a seguito del terremoto del 26 luglio 1805 e quindi perché si ottenga la continuativa apertura e funzionalità di Convento e Basilica cittadini
Venafro “prepara”, come da foto, il venerato busto argenteo del Patrono San Nicandro, notoriamente rifatto nel 1987 dopo l’irrisolto e devastante furto sacrilego dello storico busto della Scuola Orafa Napoletana del ‘600, per portarlo in serata (partenza h 19.00 dall’Annunziata) in processione quale segno di fede e gratitudine verso il Martire per lo scampato pericolo a seguito del terribile terremoto del 26 luglio 1805 che investì Venafro senza arrecare morti, riscontro protettivo che i venafrani attribuiscono da oltre due secoli al Patrono tant’è appunto l’annuale processione odierna di fede e ringraziamento. Quest’anno però nel rito serale per strade e piazze venafrane i fedeli ripongono anche altro di assolutamente importante. Per l’esattezza l’agognata “intercessione”, o come dir si voglia, dello stesso Martire perché Convento Francescano ed attigua Basilica/Santuario di San Nicandro restino continuativamente aperti e funzionanti, piuttosto che aprire ad orario e con celebrazione unicamente la domenica sera come anticipato dal Ministro Provinciale della comunità monastica di S. Angelo e S. P. Pio di Puglie e Molise ad amministratori, sacerdote e cittadini di Venafro recatisi dal religioso a Foggia per parlare della novità nient’affatto gradita alla massa dei venafrani. San Nicandro cioè eletto a paladino di Venafro, giusta la millenaria storia di fede. E questa sera il rito in questione potrebbe avere anche un momento particolare e nuovo, secondo quanto anticipato in un comunicato dagli stessi portatori del Simulacro : fermarlo cioè per breve tempo in piazza Cimorelli ai piedi della sede municipale per parlare con gli amministratori locali del delicatissimo tema cittadino del momento -appunto funzionalità e aperture future di Convento e Basilica-ed invitarli alle iniziative opportune. Detto che frati e sacerdoti di Venafro continuano a sostenere che tali siti religiosi non chiuderanno affatto pur restando dal primo settembre prossimo aperti ad orari stabiliti e non continuativamente data la diffusa carenza del numero dei frati minori cappuccini in Molise e Puglie tant’è il programma di “tagliare” tre conventi nelle due regioni, con Venafro nel novero, tanto premesso prende sempre più corpo l’idea di apportare cambiamenti sostanziali nell’affidamento e gestione di Convento e Basilica venafrani. Se non ci sono a sufficienza frati minori cappuccini da destinare alla storica incombenza, si esamini la possibilità di aprire alla gestione continuativa del sito religioso venafrano a sacerdoti della Diocesi d’Isernia/Venafro, o anche ad altro ordine monacale.”L’importante – è il pensiero diffuso a Venafro- è che Convento e Basilica restino continuativamente aperti e funzionanti, alla luce della storia e della fede diffuse. Non si aprano ad orario ! Ne va della nostra plurimillenaria storia cristiana ! Intanto pregheremo in serata San Nicandro perché ci aiuti …“.






























