di T.A.

Un manifesto/locandina -di quelli esposti dinanzi alle edicole per vendere copie di giornali- che conferma purtroppo certi “incidenti” nell’informazione (che nei casi come quello che segue non è affatto informazione, bensì tutt’altro !), conseguenza di livelli professionali e di attenzione tutt’altro che affidabili ! Il tutto, pensiamo, effetto e “figlio” di livelli contributivi di pubblicisti e giornalisti da parte degli editori nient’affatto giusti ma minimi, se non addirittura inesistenti, tant’è la disoccupazione di tanti iscritti all’ODG, l’Ordine dei Giornalisti. Veniamo allo spunto di tutto quanto. L’ha offerto l’allegato manifesto/locandina che gira sul web sul quale incredibilmente si legge : “ DONNA DI 83 ANNI COMPIE 100 ANNI ! FESTA DEI SUOI SETTE FIGLI !”. Premessi i calorosissimi e sinceri abbracci, auguri e baci alla Signora, a prescindere se abbia 83 o 100 anni  essendo comunque tanta, bella e ragguardevole la sua età, resta l’amara constatazione del livello minimo in taluni casi di certa informazione ! D’altra parte, signori, se il pubblicista o il giornalista è sottopagato o addirittura disoccupato, cosa si può pretendere ?  Ben poco, crediamo ! Sul tema del pagamento o meno della pur irrisoria quota annuale d’iscrizione all’ODG (100 euro annui, che scendono a 50 per i pensionati), oggi imposta con tanto di legge a tutti non importa se occupati, disoccupati o mal pagati, continua ad essere in piedi un intenso dibattito a livello di ordine giornalistico nazionale, di magistratura e parlamentare. Non sono pochi coloro che non condividono l’imposizione opus legis della quota e ne chiedono finalmente l’abolizione, ma intanto si continua a pagare ! Perché tutto questo si chiederà, se è vero com’è vero che appare a tanti una imposizione poco opportuna ? Probabilmente per tenere in piedi gli Odg delle diverse regioni d’Italia, a meno che non ci siano altre motivazioni a monte ! Ergo, ne scaturisce una solo e logica azione da intraprendere : modificare la specifica norma statutaria, abolendo finalmente una imposizione che, se minima nell’importo, è sostanziale nella sua essenza. Volontà e senso sociale occorrono però al riguardo, per addivenire all’innovazione che sarà segno di progresso, intelligenza e civiltà. Nel mentre, purtroppo, non sono pochi coloro che rinunciano all’iscrizione all’Odg, mentre qualche altro incappa suo malgrado nell’ “incidente di percorso” di cui all’inizio !

 

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