Di Massimiliano Scarabeo
Le bollette non pagate hanno una scadenza. Scopriamo insieme dopo quanto tempo le fatture delle utenze domestiche non pagate vanno in prescrizione e cosa fare in tali casi.
Hai dimenticato di pagare una bolletta o hai tralasciato qualche fattura dell’energia elettrica, del gas o dell’acqua? C’è un limite di tempo dopo il quale questi debiti non sono più esigibili? In questo articolo, vedremo quando le bollette non pagate vanno in prescrizione. Comprenderemo i tempi, le regole e gli aspetti pratici da considerare per liberarsi dal debito.
Cosa significa che una bolletta va in prescrizione?
La prescrizione di una bolletta indica il periodo di tempo entro il quale il fornitore può richiedere legalmente il pagamento del debito con una azione giudiziaria. Una volta superato tale periodo, il creditore non ha più il potere di esigere il pagamento, a meno che non ci sia stata una sospensione o un’interruzione del termine di prescrizione (di cui parleremo a breve).
Come far valere la prescrizione?
La prescrizione opera in automatico: non c’è bisogno di ricorrere a una autorità o a un giudice affinché si compia la prescrizione. È sufficiente il semplice decorso del tempo. È chiaro però che se il creditore agisce contro il debitore per ottenere il pagamento, questi dovrà costituirsi in giudizio e, in quella sede, eccepire l’intervenuta prescrizione.
Una volta quindi scaduto l’ultimo giorno del termine di prescrizione, il debitore è automaticamente libero da ogni impegno economico.
Che succede se pago un debito caduto in prescrizione?
Chi paga un debito caduto in prescrizione, per errore o ignoranza, non può chiedere poi la restituzione delle somme versate al creditore, benché questi non avesse alcun titolo per pretenderle, neanche ricorrendo al giudice.
Dopo quanto tempo vanno in prescrizione le bollette?
Le bollette hanno diversi termini di prescrizione:
- bollette della luce: 2 anni;
- bollette dell’acqua: 2 anni;
- bollette del gas: 2 anni;
- bollette del telefono: 5 anni
- bollette per oneri condominiali ordinari: 5 anni;
- bollette per oneri straordinari ordinari: 10 anni;
Oltre alle classiche bollette di luce, acqua, gas, telefono e condominio, esistono numerosi altri servizi e forniture per i quali si può ricevere una bolletta o una fattura periodica. Ecco un elenco di alcuni dei tipi di bollette che una persona o un’impresa potrebbero ricevere:
- rifiuti: si tratta della tariffa che viene pagata per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la cosiddetta TARI;
- internet: molte persone hanno un contratto separato per la connessione a banda larga o la fibra ottica;
- televisione: si può ricevere una bolletta per servizi televisivi a pagamento, come abbonamenti a piattaforme satellitari o streaming.
- riscaldamento: per chi vive in condomini con riscaldamento centralizzato, potrebbe ricevere una bolletta specifica per questo servizio;
- sicurezza: Se si ha un sistema di allarme o sorveglianza, potrebbe esserci una tariffa mensile o annuale;
- irrigazione: in alcune zone, l’acqua per l’irrigazione del giardino o degli spazi verdi viene fatturata separatamente.
- parcheggio: se si ha un posto auto in un garage o parcheggio a pagamento, potrebbe arrivare una bolletta periodica;
- servizi postali: per chi ha un servizio di casella postale a pagamento o altri servizi correlati.
- affitto di apparecchiature: come condizionatori, depuratori d’acqua, o altri dispositivi per i quali si paga una tariffa periodica.
In tutti questi casi le bollette si prescrivono in 5 anni. E ciò in virtù della norma del codice civile secondo cui tutti i pagamenti periodici che devono essere fatti annualmente o per frazioni di tempo inferiori all’anno, la prescrizione è sempre di cinque anni.
Da quanto decorre il termine di prescrizione delle bollette?
Il termine di 2, 5 o 10 anni di prescrizione inizia a decorrere da quando è scaduto il pagamento, il che corrisponde alla data ultima indicata nella bolletta stessa.
Cosa interrompe o sospende il termine di prescrizione?
Qualsiasi azione giudiziaria o stragiudiziale da parte del fornitore, come ad esempio un sollecito di pagamento o un atto giudiziario, può interrompere la prescrizione. Ciò significa che il conteggio dei 5 anni riparte da zero. È necessario tuttavia che il creditore possa fornire la prova della spedizione dell’atto interruttivo della prescrizione, il che avviene con la tradizionale raccomanda a.r. o con la PEC.
Anche un’ammissione del debito da parte del debitore è un atto interruttivo della prescrizione. Così, se l’utente invia una lettera al fornitore con cui gli chiede più tempo per pagare, questa interrompe la prescrizione e la fa decorrere nuovamente da capo.
Come comportarsi se si riceve una richiesta di pagamento per una bolletta prescritta?
Se ritieni che una bolletta sia andata in prescrizione e ricevi una richiesta di pagamento, è importante controllare la data dell’ultima comunicazione ufficiale ricevuta. Se sono trascorsi più di 5 anni e non ci sono stati eventi che hanno interrotto o sospeso la prescrizione, puoi contestare la richiesta, limitandosi a dire che «… il credito è caduto in prescrizione». Sarà poi il creditore a dover fornire la prova contraria di un atto interruttivo.
La prescrizione vale anche per le multe?
Si, anche le multe cadono in prescrizione. E il termine è di 5 anni.






























