di T.A.

L’ “occhio” dei cellulari che tutto vede, osserva e fotografa può aiutare, si spera, a risolvere problemi e difficoltà di varia natura. I click in questione riguardano l’ovest dell’abitato di Venafro, esattamente via Publio Ovidio ed Orazio Flacco, nomi importanti della Roma Antica presi in prestito per la toponomastica venafrana che nella circostanza denunciano cose che non vanno -e potenzialmente pericolose- nel centro urbano cittadino. Pali dell’elettricità pericolosamente pendenti su quanti transitano lungo Via Publio Ovidio e cassetta dell’Enel tenuta in piedi da una mazza (!) tra il verde pubblico del rione popolare di Via Flacco. Sui pali di Via Ovidio, le particolari e dotte riflessioni di un residente : “Questa -scrive sarcasticamente il fotografo/informatore- è la nuova tecnologia per la misurazione direzionale dei venti ! Se siamo in presenza di venti dell’est si può chiaramente vedere una inclinazione verso ovest e valutare in base ai gradi di inclinazione la forza dei venti. Se il vento soffia da ovest, esattamente il contrario. Siamo verso le abitazioni private … Se poi il vento soffia troppo … <z’ fa in … chi ci’acchiappa sott> (espressione dialettale tipica venafrana)” ! Spostiamoci alla cassetta Enel di Via Flacco. I residenti del rione spiegano : “Prima stava completamente a terra. Quanto in atto è puro intervento di iattazione. La classica <z’pponda> venafrana !”. Ci si ride sopra o s’interviene ad aggiustare ? Vedremo… 

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