di T.A.

“Il nero non c’è più, ma il paletto resta giù !”. Può sembrare il verso di un ritornello, di una canzone cosiddetta “leggera” della musica italiana, ed invece è quanto accade alla martoriata stazione ferroviaria di Venafro. Questa da tempo è sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica per l‘interminabile “tormentone” (per i viaggiatori su rotaia in transito) dei bus sostitutivi dei treni che non possono procedere oltre nel Molise dell’ovest, stanti gli altrettanto interminabili lavori sulla tratta ferroviaria molisana. “Tormentone” però che riguarda anche i venafrani, data la continuativa sosta su detto piazzale ferroviario di uno/due/tre, addirittura quattro bus sostitutivi dei viaggi in treno in attesa di viaggiatori su rotaia e per le ridotte dimensioni delle arterie urbane della città. Le strade venafrane in effetti, in primis Via Volturno, non consentono il transito contemporaneo in direzioni opposte di bus ed auto, con conseguenti problemi alla circolazione urbana su gomma e difficoltà per gli autisti di detti pullman e gli automobilisti venafrani quando s’incrociano. Tutto qui, anche se è tantissimo ? No, perché c’è dell’altro, sempre a tale martoriata stazione ferroviaria venafrana. In effetti se n’è appena andato, sparendo dalla circolazione, lo sconosciuto di colore -età media- che dalla scorsa estate aveva eletto la stazione ferroviaria venafrana a casa propria, restandovi h 24 e dormendovi addirittura all’interno ! Dove faceva i propri bisogni e dove e cosa mangiasse ? Assolutamente non è dato sapere ! Comunque il nostro non c’è più da settimane, ma i problemi alla stazione ferroviaria venafrana persistono eccome ! All’esterno qualcuno, facendo forse retromarcia con mezzo su gomma, ha abbattuto una delle colonnine metalliche fissate al suolo dinanzi ai portici al fine di evitare soste indiscriminate e tenere libero l’accesso in stazione. Abbattimento che nessuno provvede a sanare ! Ossia la colonnina non viene rimessa in sesto, ma resta a terra appoggiata al muro ! Entrando poi in stazione, si notano sempre cassette e pannelli dei quadri elettrici e di altro aperti ed esposti alla porta di chicchessia ! E’ così che le cose devono andare ? Non crediamo proprio, per cui s’invita chi di dovere ad intervenire aggiustando, ripristinando e restituendo la giusta e migliore funzionalità a tale “tormentata” stazione ferroviaria venafrana, quotidianamente sotto gli occhi di viaggiatori molisani ed extraregionali in transito attraverso la quarta città del Molise, che finisce per incassare suo malgrado un giudizio tutt’altro che bello e positivo da tanta gente di passaggio !

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