Di Massimiliano Scarabeo
Con delibera del Comitato esecutivo numero 94 del 29 novembre 2023 il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro ha proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di un tecnico profilo professionale A. Su proposta del direttore unico del Consorzio, si è provveduto ad assumere l’ingegnere Pierpaolo Migliarino a chiamata diretta. Questo perché pur essendo il Consorzio un ente pubblico economico, si legge sull’atto, lo Statuto vigente non prevede l’obbligo per l’Ente di
assumere i propri dipendenti, appartenenti a qualsiasi categoria, per pubblico concorso. L’ obbligo di
assumere mediante pubblico concorso inoltre non è previsto neppure dai contratti collettivi di lavoro. Per quanto riguarda, infatti, il personale appartenente alla categoria dei quadri, impiegati ed operai, l’Art. 38 del CCNL
vigente, stabilisce, al primo comma, che i dipendenti dei Consorzi “sono assunti per chiamata o per concorso”.
Siccome il Consorzio pare avesse prioritaria urgente necessità, al fine di garantire i servizi minimi essenziali e la
continuità tecnica ed amministrativa degli uffici di gestione, si è provveduto alla veloce assunzione dell’ingegnere che risulta essere il figlio di una consigliera eletta da pochi mesi alla Regione Molise. Si tratta dell’ex sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli, prima eletta nella lista facente capo all’eurodeputato di FI Aldo Patriciello.
Ora, leggere di un’assunzione in un Ente pubblico di un giovane molisano, laureato, sicuramente preparato, per lavorare in una regione dove tantissimi altri ragazzi sono costretti a andare altrove per provare a farsi un futuro, è sicuramente cosa bella da sapere. Infatti lo è, perché non tutti i giorni, si vede un Ente pubblico, in questo caso il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, che delibera la proposta di inserire nel proprio organico, una figura tecnica di ingegnere. Viene da pensare a quanti giovani laureati, preparati e desiderosi di restare nella propria regione, magari nella propria città, avrebbero inviato il proprio curriculum per partecipare alla selezione per essere assunti; se soltanto lo avessero saputo che si cercava qualcuno per essere assunto! Così come dovrebbe essere, anche se tra i lacci e lacciuoli della legge, c’è la possibilità di scavalcare una evidenza pubblica con relativa selezione, un concorso che provi i meriti degli aspiranti. Ma queste per qualcuno sono soltanto quisquilie. Invece dovrebbe essere così, come dice la legge del buonsenso, del rispetto e della meritocrazia, anche se purtroppo non è quasi mai come dovrebbe. Comunque, il Comitato Esecutivo del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, per rinforzare il proprio organico, propone di assumere un giovane ingegnere di Venafro, con delle particolari esperienze (che con tutto il rispetto per il giovane prescelto, non sono né uniche né introvabili), ma lo fa a seguito di una proposta di assunzione nominativa diretta. Il che significa senza aprire una selezione pubblica, senza indire un concorso che provi le qualità e le capacità, eventuali titoli preferenziali degli aspiranti. Almeno così sembra, visto che documenti in tal senso non si trovano pubblicati sull’Albo Pretorio dell’ Ente in questione. Il Consorzio, ha bisogno, e subito, proprio di questo ragazzo! Niente da eccepire sul metodo di scelta, diciamolo subito: è legale! Non è e non sarà il primo e unico caso in Italia, ma proprio questo ti incuriosisce in una città, dove vuoi o non vuoi si conosce tutto di tutti. Infatti, leggendo la deliberazione, come da prassi è piuttosto lunga, la burocrazia, la paura di sbagliare qualcosa e quindi rifare tutto, fanno allungare il brodo in un fiume di parole…ma nel dispositivo del deliberato, si trova sempre il succo del discorso, quello che è stato deciso, insomma. Premesso che non ci sarebbe niente di strano, e forse non c’è davvero, se non fosse che questo giovane fortunato, è nientepopodimeno che il figlio di un consigliere regionale attualmente in carica, e il Consorzio di Bonifica è si un Ente pubblico ma anche e soprattutto Ente sub-regionale e lo stesso Consigliere Regionale, guarda caso, ha fatto anche parte, recentemente, del Consiglio dello stesso Consorzio di Bonifica. Insomma, al netto delle capacità dei titoli e di tutto quanto che sicuramente va riconosciuto al professionista, non si può di re che non sia un figlio di papà molto fortunato. Uno che sicuramente non avrà bisogno di andarsene fuori dal Molise per cercare e trovare un posto di lavoro. Costretto a spendere metà dello stipendio (se è fortunato) per pagarsi il vitto e l’alloggio, dover dire ai genitori che non può venire a trovarli spesso perché un viaggio in treno andata e ritorno dal Nord, dove quasi tutti i ragazzi molisani sono costretti a emigrare, costa troppo. E allora la domanda viene spontanea: perché? Perché questa terra non ha il coraggio di alzare la testa e dire basta? Perché certe situazioni sono diventate come quell’edera che si avvinghia ai tronchi e ai rami delle piante e le soffoca? E tutti noi viviamo in simbiosi con questo modo di fare che, seppure legittimo, lascia molto a pensare come sia stata e continua a essere calpestata la nostra dignità? Non è facile dirlo, perché il cuore si gonfia di rabbia, se pensi ai tanti ragazzi costretti a lasciare casa e affetti per il viaggio della loro vita. Un viaggio che li terrà lontani per molto tempo se questa è la realtà che si vive, qui, a Venafro, in Molise, se neppure più la speranza esiste per chi vorrebbe restare nella terra dove è nato e dimostrare di valere, se solo gli venissero date le opportunità di farlo. Ma a quanto pare questo è ancora quel Molise dove può sparare soltanto chi ha più polvere, quel Molise che esiste ma in cuore nostro sappiamo bene che non è vero. Così è se vi pare!




































