di T.A.

Tocca le corde dei sentimenti di tutti il ritrovarsi dinanzi ad un datato luogo di culto, chiuso da decenni vista la ruggine a catena e lucchetto alla porta d’ingresso e l’abbandono all’interno, che continua a “parlare” ai contemporanei in ragione di quanto rappresenta e ricorda. La chiesa in argomento, bella e monumentale a vedersi nonché ben tenuta all’esterno, è situata a Filignano, porta sud del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e sorge a pochi metri sulla destra della provinciale che da Venafro immette a Filignano. Una chiesa essenziale nella sua fattezza, con piccolo altare in fondo, statua della Madonna, banchi datati, polverosi ed ammucchiati alla meglio (da quanto si riesce a scorgere dall’esterno), a testimoniare che da tempo non vi si celebra né vi si entra. All’esterno però tutto ben tenuto nell’ordine naturale delle cose, con accogliente e pulito spiazzo antistante a cui si accede dopo essere discesi per i pochi gradoni in pietra, terra e verde lungo la scarpata della collinetta. La natura cioè, quando rispettata come nel caso in essere, tutto conserva, bene e gelosamente. E una volta al cospetto di tale luogo di culto, la scritta esterna su marmo che tutto spiega a racconta. Eccola : “PERCHE’ GLI UOMINI NON DIMENTICHINO E IL TEMPO NON DISPERDA – FILIGNANO CONSACRA CON QUESTO MARMO A PERENNE RICORDO DEI POSTERI IL MARTIRIO DELLA POPOLAZIONE CIVILE IL SACRIFICIO E L’EROISMO DEI SUOI FIGLI CADUTI PER LA PATRIA NELL’ORA TRAGICA DELLA SVENTURA DEL SANGUE DELLA GLORIA NEL PRIMO QUINQUENNIO DELLO SFOLLAMENTO – 6/10/43 – 26/10/48”. E’ bello e significativo, per concludere, ritrovarsi al cospetto di tali importanti realizzazioni dell’uomo quali testimonianze precise di sentimenti e fede popolare.

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