di Redazione

Cronica carenza di medici e l’Asrem ha pagato oltre 221mila euro per le prestazioni aggiuntive effettuate al Veneziale di Isernia e solo per alcuni mesi del 2023. Ma, è ovvio, come dicono in molti che senza queste prestazioni aggiuntive (ovviamente retribuite) gli ospedali molisani sono destinati a chiudere. L’Asrem, dal canto suo dice che “In considerazione del danno che l’azienda avrebbe subito a seguito delle presunte condotte attuate dai due sanitari, che avrebbero ‘abusato’ dello strumento delle prestazioni aggiuntive con orari eccessivi – si legge nel documento – l’azienda sanitaria ha deciso di costituirsi parte civile. Il danno corrisponderebbe alle somme erogate agli stessi sanitari proprio a titolo delle prestazioni aggiuntive fornite”. Massima solidarietà verso i colleghi, è stata espressa da parte del dottor Giancarlo Totaro del San Timoteo che ovviamente rimarca il dato: senza di loro e senza il loro sacrificio (che è ovviamente retribuito) gli ospedali sono destinati a chiudere.
“Due medici a processo per le prestazioni aggiuntive a Isernia – commenta -. In realtà le prestazioni aggiuntive con turni pagati a 60 euro l’ora sono del tutto legali e legittime se eseguite e prestate nel rispetto dei limiti imposti dalle regole per i riposi obbligatori giornalieri, il numero massimo di ore lavorative sotto qualunque forma, complessive giornaliere, nel mese e all’anno. Tutti gli ospedali molisani caratterizzati da una grave carenza di medici ne fanno ricorso e risulta addirittura difficile riuscire a coprire i turni di servizio nei limiti del rispetto assoluto delle norme sui riposi ed i numeri massimi di ore previsti. Si pensi a quei reparti in cui per via dell’insufficienza dei medici, anche a Termoli, sarebbe impossibile fare i turni di servizio senza ricorrere al lavoro straordinario, alle reperibilità ed ai turni aggiuntivi. Reparti dove veramente diventa difficile pensare di dare continuità all’assistenza e fare interruzione di pubblico servizio senza sforare i limiti massimi. E certamente la colpa non è dei medici ma della gravissima carenza di personale. Non sarebbe assolutamente accettabile che i medici, dopo aver fatto turni massacranti, poi siano costretti a pagare per colpe che derivano dalla carenza di personale e dell’emergenza Covid. Come avrebbero dovuto fare e dovrebbero fare per esempio i Pronto Soccorso senza i massacranti turni aggiuntivi? Cosa succederebbe al servizio sanitario degli ospedali se tutti i medici si rifiutassero di fare i turni aggiuntivi?”  Ma ci sono delle eccezioni, e sono proprio i Pronto Soccorso che sebbene  rappresenta il reparto che soffre maggiormente della carenza di medici, quello dove questa criticità è esplosa fin da subito essendo nei fatti la porta d’ingresso nella sanità pubblica, in questo caso è il reparto che è ricorso meno alle prestazioni aggiuntive.

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