di T.A.
TRADIZIONI O INNOVAZIONI ? DIBATTITO APERTO. ATTENZIONE PERO’ A NON TRONCARE IL LEGAME CON LA STORIA E I SUOI VALORI SOCIO/CULTURALI.
Globalizzazione e passo spedito verso le innovazioni sotto la spinta di finalità nuove o difesa delle tradizioni e del vasto patrimonio socio/culturale che le accompagna ? E’ un tema di fondo del momento a livello vastissimo, col quale indubbiamente ci si gioca tanto in prospettiva futura. Propendere per innovare e rinnovare è cosa ricorrente ed in tanti prediligono la cosa. Vuoi per finalità commerciali e vuoi per scopi diversi. Ma si pensa veramente che la tradizione sia ininfluente e come tale da poter accantonare, bypassandola del tutto ? Si ritiene proprio e sino in fondo che si possa fare a meno dall’oggi al domani di quanto lasciatoci in eredità dalle generazioni precedenti, disattendendo quanto da loro ideato, fatto e seminato perché noi altri contemporanei ne ricavassimo in termini di principi, costumi ed indirizzi di vita ? Beh, qualche perplessità subentra, ad onor del vero ! Perché in tutta schiettezza girare su due piedi le spalle al pregresso in nome dell’innovazione a tutto tondo e ad ogni costo non appare atteggiamento inappuntabile e positivo, anzi … ! Sul tema indubbiamente di sostanza, come innovazioni o tradizioni, qualche parere raccolto in giro dice tantissimo. Senza entrare nei dettagli del singolo avvenimento ma restando sulle linee generali del complesso discorso, registriamo … : “Si, certe volte si perde il senso vero delle cose -afferma un signore di media età- compreso quello religioso. Si finisce così per far ruotare il tutto attorno a discorsi assai contingenti e materiali, disattendendo tant’altro, soprattutto la sostanza genuina e più naturale dell’appuntamento, e le sue origini”. Sul tema, una donna non molisana appassionatasi all’argomento “Innovazione/Tradizione” : “La tradizione non andrebbe mai dimenticata -sostiene la signora- in quanto ad esempio i canti popolari, le stesse feste di paese ed eventi simili rappresentano alla perfezione tutto quanto ci consente di evitare fenomeni come la globalizzazione e similari. Perciò, con tutto il rispetto per i cambiamenti radicali, viva la tradizione !”. Concludendo l’argomento, e con riferimento alla recente ricorrenza socio/religiosa di San Giuseppe (19 marzo) e ai tipici “ FAVOR’ “ venafrani del recente passato che quest’anno non sono stati allestiti, accesi né celebrati optando per la Notte dei Fuochi del prossimo 23 marzo, riportiamo la testimonianza di Don Francesco Ferro, Parroco venafrano da poco trasferitosi in altra parrocchia sarda per stare vicino alla madre residente nell’isola ed avanti negli anni : “Ero a Venafro e, giusta la storia religiosa di San Giuseppe -afferma l’uomo di chiesa- e col consenso del Vescovo del tempo, prelevammo la statua di San Giuseppe da un’abitazione privata di Venafro e demmo vita ad un’affollata processione nel centro storico della città. Giunti sulla piazzetta della Chiesa di Cristo, benedissi personalmente la catasta di legna lì allestita, recitammo di preghiere di rito e venne acceso “ I FAVOR’ “, con centinaia di venafrani presenti e partecipi nel nome di San Giuseppe, Protettore del Lavoro, della Famiglia e del Fuoco, e la partecipatissima festa popolare ebbe inizio. Momenti socio/religiosi bellissimi, purtroppo cancellati !”. Ed allora, tradizione o innovazione ?






























