di T.A.

VENAFRO RICORDA LO SFORTUNATO ALFREDINO RAMPI A 43 ANNI DALLA TRAGICA MORTE. NELLA CIRCOSTANZA LA FIGURA DELL’IMPRENDITORE VENAFRANO VINCENZO DI LAURO, SICURO DI SALVARE IL PICCOLO DI VERMICINO MA RIMASTO INASCOLTATO.

Fu una tragedia immane per l’Italia intera, che dalla disgrazia di 43 anni orsono -si era nel 1981- si  determinò a creare la Protezione Civile per interventi d’urgenza in casi di assoluto pericolo. Trattasi della tragica fine di Alfredino Rampi, fanciullo di 6 anni precipitato in un pozzo artesiano non coperto a Vermicino nella campagna romana ed appena ricordato da Rai 1 con una miniserie televisiva in prima serata che ha riproposto quei terribili momenti vissuti emotivamente dall’Italia intera. In tanti si adoperarono, purtroppo non in maniera coordinata e pianificata, in tanti -mamma e papà in primis, unitamente all’allora Presidente della Repubblicana Italiana, Sandro Pertini- stettero notte e giorno sul pozzo artesiano di Vermicino sperando che si riportasse in superficie Alfredino, furono encomiabili volontari e vigili del fuoco pronti a calarsi con le funi nel pozzo per salvare Alfredino, tra i tanti si segnalò Angelo arrivato in fondo al pozzo sino a vedere e toccare il fanciullo purtroppo incastrato tra fango e rocce senza però riuscire a liberarlo per portarlo in salvo, e alla fine purtroppo la tragedia divenne inevitabile. Alfredino non venne  riportato in superficie rimanendo esanime in fondo al pozzo, tra la disperazione e lo sconforto di tutti ! Tra gli italiani che si adoperarono per salvare Alfredino purtroppo senza riuscirvi, è da segnalare il molisano Vincenzo Di Lauro, cofondatore assieme al socio Vincenzo Passarelli, entrambi venafrani, della CMV, azienda metalmeccanica di trivellazioni, perforazioni e geognostica del sottosuolo, all’epoca nel settore specifico tra le industrie di spicco a livello nazionale ed internazionale, tant’è la vendita all’estero dei propri macchinari prodotti dalle maestranze molisane nei capannoni all’ingresso sud di Venafro, strutture oggi dismesse ed abbandonate. Ebbene il Cav. Di Lauro “fece il diavolo a quattro”, come suol dirsi, perché gli dessero retta, propose di provvedere in proprio a tutto quanto necessario per salvare Alfredino, chiese di parlare col Presidente Pertini senza riuscirvi, gridò ai quattro venti la sua teoria per arrivare ad Alfredino e portarlo salvo in superficie, convinto di riuscirvi se l’avessero lasciato fare coi macchinari e le maestranze CMV. Cosa proponeva il molisano ? Non di arrivare ad Alfredino dall’alto essendo il fanciullo incastrato tra ricce e fango e quindi impossibile a tirarlo fuori data la sua posizione come purtroppo alla fine si verificò, bensì di scavare altro pozzo in parallelo coi macchinari CMV ed andare oltre il fanciullo per spingerlo dal basso verso l’alto e finalmente tirarlo fuori, salvo ! Era convintissimo il dinamico imprenditore venafrano di riuscire nell’impresa, non chiedeva una lira di compenso, avrebbe provveduto lui a tutto gratuitamente, insistette perché gli dessero ascolto, ma nessuno ritenne di affidarsi al molisano per salvare il piccolo di Vermicino ! E il buon Vincenzo ne soffrì tantissimo, assieme a tutti gli italiani che ancora oggi ricordano il povero Alfredino Rampi !

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