di Redazione
Sabato 27 luglio 2024, dalle ore 16 alle ore 18, presso le “Cascate del Volturno”, in Località Cartiera di Castel San Vincenzo (IS). E’ in programma per sabato 27 luglio, dalle ore 16 alle ore 18, la quarta edizione dell’Omaggio al Deus Volturnus. Promosso e organizzato anche quest’anno (come accaduto per le tre precedenti edizioni) dall’Aps Feronia Ets, l’evento avrà luogo nell’incantevole scenario delle Cascate del Volturno (per gentile concessione dell’Associazione che ne gestisce le aree di accesso). https://www.facebook.com/profile.php?id=100067651268987
Trattasi di una location dal fascino impareggiabile, che non conosce eguali in tutta l’alta valle di quello che indiscutibilmente è il fiume più grande del Mezzogiorno. Stiamo parlando della rievocazione dell’antichissimo rito delle “Volturnali”, un evento riportato in auge nel 2021 dall’Aps Feronia Ets al fine di rendere omaggio al “Deus Volturnus”, divinità fluviale venerata nell’alta Campania (il Molise sarebbe nato migliaia di anni dopo) fino all’avvento del Cristianesimo. Tre sacerdotesse “Volturnie” si renderanno protagoniste di un rito propiziatorio ispirato proprio alle antiche ricorrenze pagane. Al Presidente dell’Aps Feronia Ets, Angelo Bucci, unico ideatore e promotore dell’iniziativa, risponde ad alcune domande:
D – Un evento di grande fascino, certamente lodevole. Potrebbe fornirci maggiori dettagli?
R – Il culto del Dio Volturno si perde nella notte dei tempi. Venerata per migliaia di anni, la divinità fluviale venne “carpita” dagli Etruschi (prima della fondazione dell’Urbe) e poi dagli stessi Romani. Fu il successore di Romolo, Numa Pompilio, ad istituire i “Volturnalia”, tra le più antiche ricorrenze religiose romane. Al riguardo non si hanno notizie dettagliate, ma alcune fonti storiche riferiscono di una festa fluviale di fine estate (27 agosto), dedicata al “Tevere divinizzato” e ispirata proprio alla preesistente festività che nel comprensorio di Capua (cui faceva territorialmente riferimento l’alta Valle del Volturno, ndr) ogni anno veniva svolta in onore del Dio eponimo del fiume più grande del Mezzogiorno. Un rituale di ringraziamento attraverso il quale i Campani, cantando, danzando e banchettando sulle rive del fiume, rendevano omaggio alla Divinità “dal corso sinuoso”, che fertili e produttivi sapeva rendere i campi lambiti dalle sue acque.
D – Quali le ragioni che l’hanno indotta a riportare in auge questo antichissimo rituale?
R – Molteplici le ragioni. Soprattutto la determinazione di rendere omaggio al nostro grande fiume, culla di civiltà e prosperità. In un momento in cui l’alta valle del Volturno risulta sotto attacco e rischia di cadere preda di una cementizzazione selvaggia che potrebbe alterarne in modo irrimediabile i delicati equilibri naturali, abbiamo il dovere di fare scudo e respingere gli attacchi in essere. Al riguardo voglio ringraziare la Regione Molise, la Provincia di Isernia e il Comune di Castel San Vincenzo per l’interesse manifestato nei confronti dell’Omaggio al Deus Volturnus.






























