di Redazione
Anche il fiume Trigno, che corre tra le province di Campobasso e Chieti, costituendo un limite naturale tra Molise ed Abruzzo, fatta eccezione per il tratto iniziale nel territorio di Isernia, è in sofferenza. La siccità che sta creando seri problemi in varie regioni del sud Italia, non ha risparmiato nemmeno questo corso d’acqua, all’altezza dell’abitato di Celenza sul Trigno, nel chietino. In questo comune di meno di 800 abitanti il Trigno, che è parte integrante dell’identità locale, è in secca almeno dalla fine di maggio, trasformandosi in una fiumara. Colpa delle scarse precipitazioni, naturalmente, e, indubbiamente, anche delle temperature fuori media da settimane, ma anche di altro, stando a quanto dice a ilfattoquotidiano.it il sindaco di Celenza sul Trigno, Walter Di Laudo. “La colpa è dei prelievi a monte”, spiega il primo cittadino. Questi prelievi “sono rimasti sostenibili per la portata del fiume fino all’apertura in provincia di Isernia della diga di Chiauci nel 2011. Dopo di che sono iniziati i problemi”. Già dalla fine di maggio, la situazione era critica, nel letto del fiume comparivano solo poco pozze d’acqua stagnante, e fin dal quel periodo flora e fauna del fiume sono allo stremo. “L’eccessivo trasporto di acqua verso la costa ha minacciato la fauna ittica, in particolare dell’Alborella meridionale. Un disastro anche per la vallata nella quale l’agricoltura e l’allevamento sono praticati con fatica, pur producendo prodotti agricoli di qualità, come l’Olio extra-vergine di oliva biologico e DOP “Colline Teatine”, ma anche il Miele di Sulla e Millefiori.” Ma il sindaco Di Laudo ha le idee chiare. Convinto che l’unione fa la forza. “Entro il 31 agosto sottoscriveremo il contratto di fiume, uno strumento di programmazione strategica e negoziata che persegua la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali. Vi aderiranno 10 comuni abruzzesi, 5 molisani, con capofila San Salvo. Anche se ogni Comune potrà fare la sua parte – dice ancora il Sindaco di Celenza sul Trigno a ilfattoquotidiano.it – Insieme elaboreremo un Documento strategico che definisca lo scenario e poi definiremo un Programma d’Azione. Potendo contare su una tempistica all’incirca di tre anni ed adeguate risorse finanziarie per la sua realizzazione”. In attesa delle piogge e delle azioni che il Contratto di fiume promette, il Trigno continua per un tratto ad essere desolatamente in secca.
Fonte: ilfattoquotidiano.it
Foto: Arci Pesca Fisa-Aps. Comitato Provinciale di Chieti






























