di T.A.
LE STORICHE SCRITTE MARMOREE ALL’ESTERNO DEL CONVENTO FRANCESCANO DI VENAFRO.
Raccontano la storia e la fede popolare venafrane che si riconoscono nell’appartenenza plurisecolare al martirio dei Santi Martiri locali Nicandro, Marciano e Daria, al loro estremo sacrificio nel nome del Cristianesimo ed all’edificazione del cinquecentesco convento francescano attiguo alla Basilica del Patrono di Venafro perché resti perennemente nella gestione cappuccina senza che altri possano interferire. Si sta scrivendo delle importanti -sotto l’aspetto storico/documentario- scritte marmoree all’esterno del Convento Francescano della città quale precisa testimonianza della fede popolare e del rilievo del complesso religioso all’ingresso orientale dell’abitato. Sono diverse tali lapidi marmoree ed ognuna è interessante sotto il profilo documentario, a partire da quella più datata e scritta in latino. Esalta il martirio dei Santi Nicandro, Marciano e Daria, parla della Santa Manna e della fede popolare nei confronti ei predetti Martiri locali e cita i rappresentanti istituzionali del passato che si prodigarono per perpetuare nel tempo il loro sacrificio. Quindi le altre lapidi. In una si ricorda la storia stessa del Convento venafrano edificato nel 1573 mentre era Vescovo di Venafro Mons. Orazio Caracciolo che appunto sostenne l’edificazione della struttura “seconda la forma cappuccina delle sedici celle -si legge testualmente sulla lapide- e congiunta alla fabbrica dell’antica chiesa dei Santi Martiri”. Nell’altro marmo a lato, fermo restando la presenza di altra lapide ma di età più recente, è testualmente riportato quanto realizzato ai tempi di Papa Gregorio XIII, appunto il Convento Francescano Venafrano. Fu voluto espressamente dal popolo locale, nonché dal Principe Orazio Iannone, e da allora è nella piena disponibilità della famiglia conventuale cittadina senza che altri possano stravolgere tale ”perpetua e inviolabile conferma “, si legge, e senza che si possano “ contravvenire, molestare o alienare il convento stesso, i beni e le pertinenze dell’Abbazia di San Nicandro “. Il tutto avallato dalla Basilica di San Pietro a Roma il 10 dicembre 1577 nel sesto anno di pontificato di Papa Gregorio XIII. Testimonianze di rilievo, queste appena riportate, a conferma della rilevanza storica del complesso monacale all’ingresso est di Venafro.
































