È caccia al nome per due indagati, sembrerebbe, di prestigio. Sono 47 infatti gli indagati nella maxi inchiesta della DDA per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Di questi 47, 23 sono molisani. Le accuse a vario titolo sono estorsione, traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro, frode fiscale, turbativa d’asta, usura e, ovviamente, associazione a delinquere di stampo mafioso. La zona interessata dai fatti è il basso Molise, Termoli e d’intorni. Sono 23 i nomi, ma due mancano all’appello perché sono stati tenuti riservati. Le voci già girano. Tra mondo politico, giornalistico, imprenditoriale tutti sono convinti che ad essere coinvolto sia un personaggio di spicco della politica regionale. Gli interessati dalla richiesta di rinvio a giudizio hanno 20 giorni per presentare le memorie al giudice dell’udienza preliminare che deciderà se e chi dovrà andare a processo.
Secondo indiscrezioni sembrerebbe che la Procura abbia “nascosto” i due nomi eccellenti al pubblico per evitare uno scandalo politico in attesa di chiarimenti. Un comportamento degno di sensibilità ma che mal cozza con le dichiarazioni del senatore Della Porta che non può non sapere dei rumors che circolano sui due nomi segreti ed afferma: sulla mafia lo Stato non arretra. Lo stesso consigliere dei 5stelle torna sulla necessità di istituire una commissione antimafia in Regione. E vuoi che lo stesso Greco non sappia delle voci sui nomi eccellenti che circolano da Termoli arrivando fino a Isernia e Venafro?
Si dice che in questo weekend il centrodestra regionale incrocia le dita affinché la notizia sui nomi non venga resa pubblica. La sinistra sta alla finestra a guardare in attesa che, qualora tutto emerga, non si potrà più tacere.
È chiaro che la rivelazione dei nomi comporterebbe un terremoto politico non di bassa intensità.
E allora ci si chiede:
chi sono i due molisani non menzionati dagli organi di informazione locale indagati, insieme ad altri,
per reati legati a mafia, estorsioni, traffico di droga e gestione illecita di rifiuti?
L’implicazione di imprenditori, professionisti e persone vicine al mondo politico sottolinea l’importanza di garantire l’integrità e la legalità in tutti i settori della società e l’importanza di una stretta collaborazione tra le autorità competenti e la comunità per contrastare efficacemente la criminalità organizzata.
È fondamentale che la giustizia venga fatta nel rispetto della legalità e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, e che questa indagine porti ad un efficace smantellamento delle attività criminali e alla messa in atto di misure preventive per prevenire il ripetersi di simili episodi di illegalità.
Importante è il ruolo dell’informazione che ha il diritto dovere di informare tutti i cittadini e che le vicende non restino legate e trattate diversamente rispetto al ruolo pubblico o meno che si ricopre. Perché per la legge uno spazzino o un funzionario dovrebbero avere lo stesso valore di trattamento di un deputato o un presidente.
Di cui comunque tutti parlano rischiando magari di sollevare quel venticello che, insensibile e sottile, dolcemente comincia a sussurrare.
Redazione






























