”Non posso riporre fiducia nella consigliera Stefania Passarelli né nella sua maggioranza”. Queste le affermazioni di Micaela Fanelli. Dietro l’apparente impegno per il bene collettivo, si cela un modus operandi opaco e autoritario, del tutto estraneo ai principi di condivisione ,trasparenza e buona fede che dovrebbero caratterizzare la governance.

Le decisioni cruciali vengono prese in circoli ristretti, spesso durante ore notturne e senza una reale consultazione dei sindaci, come dimostrano i recenti tentativi di centralizzare il controllo sugli appalti comunali da parte della Regione. Queste pratiche destano serie preoccupazioni poiché non solo mancano di legittimità, ma evidenziano anche un atteggiamento dirigenziale che tende a marginalizzare gli attori locali e a ridurre il dibattito democratico.

Non vi è alcuna garanzia che le scelte siano meritocratiche; al contrario, sembrano riflettere una volontà di concentrare il potere e di influenzare i piani sociali secondo interessi particolari. Il fallimento evidente nella gestione della sanità, dei trasporti e dei fondi europei testimonia la paralisi in cui versa la Regione: si è fermi su questioni cruciali, mentre l’efficienza continua a deteriorarsi.

Di fronte a tali fatti, è estremamente difficile credere che l’operato della consigliera Passarelli risponda realmente all’interesse dei cittadini. È fondamentale quindi mantenere vivo il dialogo e chiedere maggiore responsabilità e trasparenza da parte di chi ci governa.
La Passarelli che parla di meritocrazia!
Noi esplicitamente le chiediamo:
come al Consorzio di Bonifica di Venafro?

Redazione

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