Negli ultimi tempi, la sanità molisana si trova al centro di un dibattito sempre più acceso. Le recenti decisioni del Tavolo tecnico, che prevede la chiusura di un punto nascita e di un reparto di emodinamica tra Isernia e Termoli, gettano ombre sul futuro della salute nella nostra regione. I commissari sembrano aver disatteso le aspettative dei cittadini, producendo proposte poco motivate che hanno portato alla revoca del Piano Operativo 2023-2025 senza spiegazioni chiare.
La situazione è aggravata dalla distanza geografica e culturale di chi decide sulla nostra sanità, spesso lontano dai reali bisogni dei molisani. Numeri freddi, privi di empatia, penalizzano una regione già vulnerabile. La vera domanda da porsi è: chi sta realmente difendendo il Molise in questo contesto, i nostri parlamentari?
Contrariamente a quanto auspicato, Roma impone, e il Molise obbedisce. Tuttavia, ci si interroga su quanto ancora questa condizione possa durare. È imperativo che il Presidente della Regione, l’assessore ai rapporti con i ministeri e i parlamentari molisani prendano posizione contro questo stato di cose. La sanità è un diritto inalienabile, non un privilegio temporaneo. È tempo di reclamare una sanità giusta, efficiente e realmente al servizio dei cittadini molisani. La battaglia per la salute è appena iniziata.
Redazione






























