VENAFRO – Quella che avrebbe dovuto essere una seduta chiarificatrice su una delle questioni urbanistiche più delicate degli ultimi anni si è invece conclusa in un clima di evidente disagio istituzionale. È questa la lettura offerta dai consiglieri di minoranza Bianchi, Mancone, Ferreri, Viscione e Pontone all’indomani del Consiglio comunale del 16 maggio, che ha visto la bocciatura della mozione sull’articolo 12 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale.

“La nostra mozione era puntuale, fondata su atti ufficiali e finalizzata a ristabilire trasparenza e legalità – dichiarano i consiglieri –. Eppure, anche questa volta, la maggioranza ha scelto di sottrarsi al confronto, trincerandosi dietro argomentazioni pretestuose e prive di reale consistenza”.

Nemmeno l’intervento del tecnico comunale, chiamato a fare chiarezza, è riuscito a fugare i dubbi: “Una relazione confusa, parziale, che ha lasciato irrisolte tutte le questioni sollevate e rafforzato la percezione di un clima poco sereno e tutt’altro che trasparente”.

Al centro del dibattito, come noto, vi è la presunta difformità tra il testo dell’art. 12 approvato dalla Regione Molise e quello attualmente applicato dall’ufficio urbanistico del Comune di Venafro. Una discrasia che, se accertata, potrebbe avere ricadute importanti sulla legittimità degli atti adottati negli ultimi anni.

Particolarmente delicato è stato poi un passaggio che ha suscitato sconcerto tra i presenti. Durante la seduta, un esponente della maggioranza avrebbe messo in discussione i titoli del dirigente regionale autore della segnalazione. Un gesto – qualora confermato – che rischia di alimentare un conflitto istituzionale tra Comune e Regione, oltre a esporsi a eventuali conseguenze sul piano legale e disciplinare.

“È sconcertante – aggiungono i consiglieri – che di fronte a una questione così seria, la maggioranza non abbia ritenuto di fornire alcuna documentazione utile o chiarimento ufficiale. Un atteggiamento che appare sempre più come una strategia dilatoria, piuttosto che un tentativo reale di risolvere il problema”.

Il rendiconto di gestione, approvato durante la seduta, è passato in secondo piano, oscurato dalla portata della questione urbanistica. Da segnalare anche due assenze significative tra i ranghi della maggioranza, che alcuni osservatori interpretano come segnali di possibili fibrillazioni interne.

“La città merita risposte, non silenzi – concludono i consiglieri –. Continueremo ad esercitare il nostro ruolo con rigore e senso delle istituzioni. Perché ignorare questa vicenda, fingere che non esista, non farà altro che amplificarne la portata, rischiando di trasformare una questione tecnica in una frattura politica e istituzionale di ben altra gravità”.

Nei prossimi giorni sono attese nuove iniziative da parte dell’opposizione. Il caso, per ora, resta tutt’altro che chiuso.
Redazione

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