Mercoledì 21 maggio, unitamente agli altri Presidenti degli ATS del Molise,
sono stata convocata dal Presidente Consigliere Nicola Cavaliere in Quarta
Commissione, per essere sentita sulla proposta del Piano Sociale
Regionale 2025/2027, recentemente approvata con deliberazione di Giunta
Regionale n. 121 del 6 aprile 2025. La proposta regionale mira a ridefinire
l’assetto degli ATS attraverso una regia da parte della Regione, con l’intento
dichiarato di migliorare la programmazione e l’efficacia degli interventi
sociali. È tuttavia importante sottolineare che un eventuale accentramento
non può prescindere dalla valorizzazione delle esperienze maturate sui
territori, né ignorare le peculiarità e le specificità di ciascun ambito. In tale
incontro, ho ribadito pubblicamente quanto espresso con chiarezza e
coerenza anche dal Sindaco del Comune di Venafro l’avvocato Alfredo Ricci
in più occasioni. Con deliberazioni del Comitato dei Sindaci del 23 gennaio
2025 e del 10 aprile 2025 sono stati approvati documenti indirizzati poi sia
al Presidente della Giunta Regionale che a tutti i Consiglieri regionali, nei
quali si esprime la netta contrarietà a modifiche che mettano in discussione
l’attuale assetto organizzativo e di governance degli Ambiti. La posizione
dell’ATS di Venafro è stata espressa in modo trasparente, senza alcun
ripensamento né tentennamento. Le deliberazioni n. 1 e 2 del 2025 parlano
da sole e restano a tutt’oggi pienamente valide.
Va ricordato, inoltre, che la coincidenza tra ATS, Centri per l’Impiego e
Distretti Sanitari, più volte richiamata, non rappresenta un obbligo
normativo, ma un semplice indirizzo, che diverse regioni italiane hanno
scelto di non adottare. Nel caso specifico del nostro territorio, la proposta
di accorpamento tra Venafro, Isernia e Agnone comporterebbe la gestione
di servizi sociali su un bacino di ben 52 Comuni, a fronte dei 16 attuali. Una
riduzione del numero degli Ambiti che rischia seriamente di compromettere
l’efficacia e la tempestività degli interventi, soprattutto a danno dei cittadini
più fragili, anche a causa dell’evidente disomogeneità territoriale. L’ATS di
Venafro si è distinto negli anni per qualità ed efficienza, ottenendo
riconoscimenti anche a livello ministeriale. Sopprimere un modello che
funziona per sostituirlo con una struttura più ampia ma meno vicina ai
cittadini significherebbe allontanare i servizi dalle persone, minando uno
dei principi cardine delle politiche sociali: la prossimità. Questa posizione è
stata sostenuta con determinazione in tutte le sedi istituzionali: dalle
assemblee dei sindaci ai tavoli tecnici, dalle conferenze territoriali fino
all’ultima audizione in Quarta Commissione, e continuerà ad esserlo nelle
prossime occasioni di confronto.
Presidente dell’Ambito Territoriale Sociale di “Venafro”
Dott.ssa Angela Maria Tommasone

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