di Massimiliano Scarabeo
Dopo la bocciatura da parte della giunta comunale di Venafro che ha definitivamente concluso il procedimento di valutazione sulla proposta di ampliamento del cimitero comunale, avanzata dalla SAMMARTINO COSTRUZIONI SRL – tramite un project financing del valore stimato in circa dieci milioni di euro – la vicenda è stata a lungo al centro dell’attenzione politica locale. Ma in che modo? Riscoprendo il percorso che ha portato a questa decisione, appare lapalissiano dire che l’iniziativa, riservata alla proposta di imprenditori privati, si è presentata priva di una evidenza pubblica e questo approccio ha suscitato, legittimi interrogativi. Una procedura più corretta avrebbe dovuto aprire un dibattito, al di là delle possibilità tecnico-realizzative che l’opera stessa richiedeva. Il risultato è che la proposta progettuale, dopo un attento esame tecnico-economico da parte del responsabile del settore Lavori Pubblici e Manutenzione del Comune, è stata bocciata. Al termine dell’istruttoria, infatti, la giunta ha espresso un parere negativo sulla fattibilità dell’intervento, ritenendo che non sussistano le condizioni per procedere con un’opera di tale portata nelle modalità presentate. Se a pensare male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca, allora ci avevamo visto giusto scrivere, già lo scorso mese di maggio, che «destava attenzione la tempestiva conoscenza di un consigliere comunale di opposizione riguardo a una proposta ricevuta dall’ente, da un’azienda non venafrana.» Certe sollecitazioni espresse sulla questione dall’Arch. Viscione, esponente dell’Amministrazione Comunale, ha attirato l’attenzione locale non solo per l’azione politica, ma anche per il fatto che il progettista dell’ampliamento del cimitero cittadino, risulta essere collaboratore esterno del suo studio tecnico, e che un congiunto dello stesso progettista, è stato candidato nella sua lista alle scorse elezioni amministrative. Insomma, Viscione, al contrario, dovrebbe essere positivamente soddisfatto dell’iniziativa della Giunta che, evidentemente, in questa proposta progettuale ci ha visto qualcosa che non quadra. Sebbene le cronache non registrino prese di posizione particolarmente forti da parte dell’architetto Viscione sul tema, nei mesi più recenti, resta sempre vivo un principio fondamentale: l’azione di un rappresentante pubblico deve essere sempre sganciata da qualsiasi possibile interesse di natura personale o professionale. Questo richiamo alla trasparenza e alla separazione dei ruoli non è una questione formale: nei contesti amministrativi e decisionali la fiducia dei cittadini si fonda sulla certezza che ogni scelta sia orientata esclusivamente dall’interesse pubblico. Qualunque minima ambiguità su possibili sovrapposizioni tra ruolo politico e legami professionali può generare dubbi nei cittadini e rendere più difficile il confronto democratico.
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