di Redazione
Mercoledì 18 febbraio, alle ore 17:30, la Sala Freda del Palazzo Ducale ospita il dibattito sul nuovo volume dell’antropologa UNIMOL. Un’analisi critica su resilienza, genere e nuove forme di abitare. Cosa significa davvero “rigenerare” un territorio, è possibile superare la narrazione dell’isolamento per riscoprire le aree interne come luoghi di mobilità e scambio? Queste sono alcune delle domande al centro della presentazione del libro “Territori in movimento. Ri-gener-azioni in aree fragili” della Professoressa Letizia Bindi, docente di Antropologia presso l’Università degli Studi del Molise (UNIMOL). L’evento, che si terrà mercoledì 18 febbraio alle ore 17:30 presso la suggestiva Sala Freda del Palazzo Ducale di Larino, è promosso dal Comune di Larino con la preziosa collaborazione della Pro Loco e il patrocinio di partner di rilievo come “RIABILITARE ITALIA”, il Centro di Ricerca “BIOCULT” dell’UNIMOL e la Libreria Frentana. La serata si aprirà con i saluti istituzionali di Giuseppe Puchetti, Sindaco di Larino; Iolanda Giusti, Assessora alla Cultura e Michele Di Ridolfo, Presidente della Pro Loco di Larino. A seguire, l’autrice Letizia Bindi dialogherà con la Consigliera comunale Graziella Vizzarri, approfondendo i temi di un volume che smonta criticamente i luoghi comuni su termini oggi abusati come “resilienza” e “rigenerazione”. Nel suo lavoro, Letizia Bindi invita a guardare alle aree interne non come mondi statici o abbandonati, ma come spazi attraversati da una forte mobilità: quella di chi resta, di chi parte per formarsi e di chi sceglie di tornare. Il “cammino” — sia esso pastorale, transumante o turistico — diventa la metafora di un abitare consapevole che tiene insieme l’appartenenza e il viaggio. Il libro solleva questioni fondamentali come, la critica alla rigenerazione: L’autrice mette in guardia dai rischi di interventi verticali o di greenwashing che non affrontano le disuguaglianze strutturali. La questione di genere e generazioni: Il termine “ri-gener-azione” viene scomposto per far emergere il ruolo fondamentale delle donne e delle nuove generazioni nel futuro delle aree fragili. L’inclusività: una sfida per trasformare la marginalità in un’occasione di dialogo creativo tra residenti e nuove sensibilità esterne. L’incontro rappresenta un’occasione importante per la cittadinanza e gli operatori del settore per riflettere sul futuro del Molise e delle aree interne italiane attraverso una lente scientifica ma profondamente umana.






























