di Redazione
ll Tribunale di Isernia respinge la richiesta di condanna a 4 anni: “Insussistenza del fatto”. Ora possibili effetti anche sul procedimento disciplinare.
È stato assolto ieri sera dal Tribunale di Isernia un alto funzionario dell’Agenzia delle Entrate, finito sotto processo con l’accusa di accesso abusivo alla banca dati “Serpico” al fine di favorire clienti riconducibili all’attività professionale della moglie, commercialista. Il procedimento, istruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, ha attraversato una lunga e articolata fase dibattimentale. Al termine dell’istruttoria, la pubblica accusa aveva richiesto una condanna a quattro anni di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. Diversa la valutazione del Tribunale di Isernia che, con decisione pronunciata dal Giudice Martina Guenzi, ha accolto integralmente la linea difensiva, disponendo l’assoluzione dell’imputato. Secondo quanto emerso, non sarebbero stati ravvisati gli elementi necessari a sostenere la responsabilità penale per l’accesso illecito ai sistemi informatici dell’amministrazione finanziaria. Determinante si è rivelata la strategia del difensore dell’imputato, l’Avv. Claudio Di Ruzza, che ha contestato l’impianto accusatorio evidenziando l’assenza di prove circa un utilizzo improprio delle banche dati a fini personali o per favorire terzi. La sentenza potrebbe ora avere ripercussioni anche sul piano lavorativo. Presso lo stesso Tribunale di Isernia è infatti pendente un giudizio in materia di lavoro, patrocinato dallo stesso Avv. Claudio Di Ruzza, volto all’annullamento delle sanzioni disciplinari già inflitte al funzionario in relazione ai medesimi fatti. L’esito del processo penale, con l’assoluzione, rappresenta un elemento destinato a incidere significativamente anche su questo secondo fronte, aprendo la strada a una possibile revisione delle misure adottate dall’amministrazione.

Avv. Claudio Di Ruzza






























