di Redazione
«Il dibattito sulla legge elettorale, come sempre nella nostra regione, si connota di tratti unici. Sì, perché l’attuale proposta, che verosimilmente verrà varata dal governo di centrodestra a giorni, per il Molise registra una peculiarità: sostanzialmente da noi le preferenze non ci sono. Il dibattito di oggi non ci riguarda! La proposta di legge elettorale prevede infatti che i capolista siano scelti dai partiti e siano “bloccati”, ossia nomi già scritti sulla scheda senza possibilità di scelta da parte dell’elettore. In Molise, essendoci solo due eletti per la Camera e due per il Senato, ed essendo il sistema proporzionale, entreranno verosimilmente i capolista bloccati dei primi due partiti che otterranno più voti. Ci saranno gli altri nomi scritti sulla scheda fra i quali poter scegliere, ma sarà una scelta senza conseguenze: le preferenze si potranno esprimere come nelle altre regioni, ma da noi tale scelta non servirà a nulla poiché tali candidati non potranno essere eletti. Ecco perché, come spesso succede, facciamo eccezione, e l’eccezione è ovviamente negativa: da noi è come se le preferenze non esistessero. Sommiamo le criticità. A livello nazionale Giorgia Meloni sta prendendo in giro gli italiani, avendo detto di aver previsto le preferenze pur sapendo bene che il capolista bloccato e il listino non le prevedono. Il centrodestra ha bocciato la proposta del PD che stabiliva di poter esprimere la preferenza anche sul capolista. Ma Giorgia Meloni, il senatore Della Porta e tutto il cerchio di Fratelli d’Italia e alleati hanno determinato un effetto ulteriormente perverso e negativo per il Molise: da noi le preferenze sostanzialmente non esistono. Mettere una croce sui nomi che seguono il capolista sarà un mero esercizio di stile, perché il candidato che segue il capolista — ovvero colui che otterrebbe più preferenze — non potrà mai essere eletto. E dunque? In Molise chi prende più preferenze, chi viene più votato dal popolo, resta a casa! Che presa in giro perfetta! Grazie al centrodestra siamo la regione nella quale il popolo non può dire la sua sugli eletti. E poi ci stupiamo se gli elettori non vanno a votare! Ancora una volta diciamo quindi grazie alla filiera di centrodestra! Quella che non fa il “decreto Molise” per la sanità, che non salva Stellantis e la Gigafactory, che si dimentica dei ponti crollati e dei treni che non arrivano, e che non ci consente neanche di poter scegliere chi ci rappresenta. Eh già, perché sia mai che chi rappresenta i molisani dica qualche verità sull’abbandono di Roma verso il nostro Molise!»






























