di Redazione
È stata accertata la non conformità dell’acqua erogata sul territorio comunale di Guglionesi: la concentrazione di manganese supera il limite massimo consentito dal D.Lgs. 18/2023, fissato a 0,05 mg/l.
Una violazione di legge che si traduce in un disagio reale e quotidiano per le famiglie: sapore alterato, torbidità, colorazione scura dell’acqua, al punto da renderne difficile un uso sereno per fini alimentari e per l’igiene personale.
Guglionesi Progressista e il Circolo PD di Guglionesi intervengono pubblicamente su questa vicenda per riportarla dove deve stare: non è un incidente tecnico, è il sintomo di un sistema di controlli che non ha funzionato, e qualcuno dovrà spiegare perché.
“Lo diciamo con la massima fermezza, senza alcun intento di allarmismo: non stiamo evocando un’emergenza sanitaria per fare propaganda. Ma proprio perché non vogliamo allarmare i cittadini, pretendiamo che chi ha il dovere di rassicurarli lo faccia con i fatti, non con il silenzio. Il D.Lgs. 18/2023 non si limita a fissare i parametri di qualità dell’acqua destinata al consumo umano: impone l’obbligo di un controllo costante e sistematico su tutta la filiera idrica, dalla captazione alla distribuzione, e l’obbligo di rendere pubblici i risultati di tali controlli. Non è un adempimento burocratico che si può rimandare o dimenticare: è la garanzia minima che un cittadino ha il diritto di pretendere quando apre un rubinetto.
Se questo obbligo non è stato rispettato, la responsabilità è politica prima ancora che tecnica. Chi doveva controllare e non lo ha fatto, chi doveva pubblicare i dati e non lo ha fatto, chi doveva vigilare e ha guardato altrove, non ha commesso una svista: ha violato, quantomeno per negligenza, un dovere di legge che tutela la salute pubblica. E la negligenza, quando riguarda l’acqua che beve un’intera comunità, non è un dettaglio amministrativo: è una responsabilità che va nominata e accertata, non archiviata in un comunicato di circostanza.
Chiediamo quindi, senza giri di parole, a Molise Acque e a GRIM Scarl — ciascuno per le proprie competenze nella filiera idrica regionale e locale — di rispondere pubblicamente: da quanto tempo era nota la presenza di manganese oltre i limiti e perché i dati non sono stati resi pubblici tempestivamente, come la legge impone; per quale motivo la comunicazione alla cittadinanza e alle attività commerciali è arrivata in ritardo, lasciando famiglie e imprese esposte senza informazione; a chi, nella catena di responsabilità tra captazione, adduzione e distribuzione, competesse l’obbligo di controllo disatteso, e con quali conseguenze per chi lo ha disatteso; quali interventi tecnici sono stati avviati e con quali tempi certi e verificabili per il rientro nella legalità.
All’Amministrazione comunale chiediamo di smettere di fare da spettatrice. Non basta attendere le comunicazioni del gestore: il Comune ha il dovere di pretendere, controllare e, se necessario, denunciare formalmente agli enti competenti — ARPA, Regione, Autorità di regolazione — eventuali inadempienze riscontrate, senza subalternità di alcun tipo.
Non è la prima volta che il territorio del Basso Molise si trova a fare i conti con la gestione del servizio idrico. Lo abbiamo già visto con le irregolarità nella fatturazione, denunciate e affrontate con determinazione insieme ai cittadini e a Federconsumatori, fino a una risoluzione positiva. Oggi il problema è diverso nella forma ma identico nella sostanza: un sistema che scarica sui cittadini il costo dei propri ritardi, delle proprie omissioni, e a volte della propria negligenza. Non è più accettabile, e non lo accetteremo.
Guglionesi Progressista e il Circolo PD di Guglionesi continueranno a seguire questa vicenda con la massima determinazione, a pretendere che le responsabilità abbiano un nome, e a restare al fianco dei cittadini finché non arriveranno risposte concrete. La salute e la sicurezza della nostra comunità non si negoziano, e su questo non arretreremo di un millimetro.”






























