di Redazione
In tempi in cui gli antichi mestieri si diradano e spesso vengono dismessi, è un merito maggiore per chi ne continua la tradizione. E tale merito va premiato e segnalato, in particolare, ai giovani. E’, questo, il caso della famiglia Borraro – Colavecchio di Castropignano (CB) nelle persone di Mario Borraro, della moglie Carmela Colavecchio e del loro figlio Pietro, poco più che ventenne. L’Università delle Generazioni di Agnone (IS) ha assegnato loro il “Gran Premio della Cultura e delle Generazioni” 2026. «E se Carmela Colavecchio appartiene da molte generazioni al mondo agricolo, dell’allevamento, della pastorizia e della produzione casearia – dice Domenico Lanciano dell’Università delle Generazioni – non si può dire lo stesso per Mario Borraro, il quale, proveniente da altra regione, aveva intrapreso differenti vie che lo hanno portato all’estero, pure come istruttore di deltaplano e parapendio. Però, l’incontro con Carmela a Frosolone gli ha cambiato la vita e, con lei, ha sposato pure il mondo della pastorizia con i suoi ritmi esclusivi e molto sacrificati. Sulle orme genitoriali, Pietro lavora con entusiasmo e convinzione, riuscendo persino a ritagliarsi il tempo per coltivare pure gli studi di storia e di letteratura che lo appassionano a tal punto da tenere conferenze, come quella su Dante del dicembre 2024. E coltiva altresì un’altra inconsueta passione, quella della falconeria. L’azienda agricola-casearia dei Borraro-Colavecchio di Castropignano, pur con tanti sacrifici, riesce a lavorare così tanto bene da attrarre l’interesse di giornali e di televisioni pure estere, anche perché cura la formazione di giovani italiani e stranieri che intendano fare questa esperienza sul campo. Inoltre i loro prodotti vincono spesso prestigiosi premi nelle fiere e nelle manifestazioni di settore, tra cui quello di primo classificato nell’edizione di esordio di “Casearia 2023” in Agnone del Molise.»































