A ritardare lo sbarco nella ex fabbrica Fiat e’ stata anche l’esposizione debitoria del gruppo molisano, che si aggira sui 60 milioni, verso banche e fornitori. Secondo l’accordo con gli istituti di credito, il denaro fresco del socio, al quale andrebbe il 15% del capitale, consentirebbe di far ripartire la Dr, che attraverso la controllata Dr Industrial e’ stata scelta dal ministero dello Sviluppo economico per la reindustrializzazione dello stabilimento siciliano.
Intanto, nella sede di Macchia d’Isernia e’ scattata la cassa integrazione a rotazione per una cinquantina dei 130 addetti, con riflessi negativi anche sulla produzione di auto, ridotta a circa 150 unita’ al mese. “Secondo il piano industriale – spiegano fonti interne della Dr Motors – a gennaio scorso saremmo dovuti partire a Termini Imerese. Oggi non siamo ne’ in Sicilia ne’ in Molise e questo non ci consente di programmare il lavoro, sebbene vi siano le richieste”. A regime Dr Industrial conta di assemblare circa 50 mila vetture all’anno, dato confermato dall’azienda perche’ ritenuto “prudente”.






























