Oggi è il giorno dell’allarme generale e delle preoccupazioni sul futuro di Ittierre Ter targata Rosati.
L’arresto del patron dell’azienda tessile di Pettoranello, per frode fiscale, viene letto nella maggioranza dei casi come una sciagura da cui difficile poter uscirne indenni.
E le preoccupazioni trovano conferme di ora in ora. Primo necessario intervento, la sostituzione di Antonio Rosati dal Consiglio d’amministrazione di Officine Tessili Italiane, previsto entro oggi. E poi cosa accadrà?
Un colpo che potrebbe essere letale per l’avvio dell’azienda quello dell’arresto del maggior azionista – Rosati possiede il 51% delle quote azionarie della Oti (Officine Tessili Italiane) – In un momento difficile, dove bisogna ricostruire la credibilità dell’azienda tessile molisana, dopo le vicende che ne hanno decretato il commissariamento e la costituzione della newco basata quasi esclusivamente sulla credibilità e sull’apporto finanziario del suo maggiore azionista.
Non vi è tregua e parrebbe se fossimo creduloni e scaramantici che un sortilegio aleggia sopra la Ittierre. Ogni volta che pare avviarsi, si blocca di colpo e per motivi non dipendenti dalla volontà, ma dal fato: forse!
La Ittierre, ancora estremamente lontana da una ripartenza e già in affanno. Ancora in alto mare gli accordi con i commissari di governo per la definizione del costo del fitto dei capannoni industriali di Pettoranello. Non definito il costo del ramo d’azienda di dipendenza del commissario liquidatore Nella Caruso. Stessa cosa per il fitto dell’IT Fashion di Roccaravindola di proprietà dell’imprenditore Edile Cimorelli. E ancora non si affronta la problematica della mobilità volontaria dei circa 650 lavoratori esclusi dalla new Ittierre-Rosati, rimandata alla prossima settimana.
Il nodo principale da sciogliere comunque è il seguente:
chi offrirà le necessarie garanzie a fornitori, fasonisti e alle banche dopo il congelamento preventivo dei beni delle aziende legate a Rosati per svariati milioni di euro?
Oltre alla voce dell’impotenza dei sindacati, che in questo momento possono solo prevedere un’ecatombe, dall’altra vi è il silenzio momentaneo della politica regionale, anch’essa sconvolta e basita sulla vicenda giudiziaria di Rosati. Sono riposte, proprio sui vertici regionali, le risposte che dovranno giungere celermente, quantomeno per non perdere il lavoro svolto fino a questo momento. Cercare eventuali, nuovi gruppi imprenditoriali solvibili, che possano subentrare in garanzia di continuità nella newco.
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