(Fonte Sole24ore)
“Nella sanità ci sono tutti i germi possibili per facilitare la corruzione: molte voci di spesa, molto denaro pubblico, molti appalti e altrettante stazioni appaltanti. E, soprattutto, un’enorme presenza della politica che la favorisce”.Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione, parla davanti ai vertici dell’università Cattolica di Roma.

E proprio il rettore, Franco Anelli, sottolinea come sulla lotta alla corruzione si fonda “il recupero di credibilità degli organi politici” ma anche “la ricostruzione di un mercato per chi abbia voglia di investire”. Americo Cicchetti, direttore di Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari), mette in rilievo che occorre “trasformare la legge 190/2012 in uno strumento di cambiamento nel settore sanitario”. I dati parlano da soli:la rete europea contro le frodi e la corruzione nel settore sanitario ha stimato come “in Europa e in Italia (dati Ispe) il 5,6% del budget per la sanità sia assorbito dalla corruzione” aggiunge Cicchetti. Ci sono alcune voci di costo, non strettamente sanitario, molto variabili e dunque oltre misura: lavanderia, pulizie, mensa, smaltimento rifiuti, utenze telefoniche, elaborazione dati, premi assicurativi e spese legali. “Se solo si riducessero di un quarto la variabilità riscontrata i risparmi legati a queste voci sarebbero di quasi due miliardi l’anno, tra asl e aziende ospedaliere” ha ricordato il direttore di Altems.






























