Nei piani operativi è chiaro l’intento di spingere il sistema sanitario verso la privatizzazione: con quali conseguenze?

lucio pastore big

di Lucio Pastore Dir. Unità Operativa Pronto Soccorso Ospedale Veneziale di Isernia

Nell’Ospedale di Isernia abbiamo incontrato il nuovo Direttore Generale. L’impressione è di avere una persona gentile, garbata, intelligente, che ha compreso le gravi problematiche e deficienze del nostro sistema e vorrebbe creare un clima di collaborazione per dare una risposta collettiva e condivisa alla risoluzione del problema. La strada sembra quella giusta e, se si continua in questa direzione è doveroso da parte di tutti impegnarci nel tentativo di riassettare il sistema.
Tuttavia, dalla discussione ho percepito che quello che manca, o non risponde, o ha altre finalità, è la politica. Cerco di spiegarmi meglio.
Il Direttore Generale deve muoversi in una cornice rappresentata dal Piano Sanitario Regionale che deve dare gli indirizzi delle scelte. Nel Molise, poiché siamo in regime commissariale per il deficit sanitario, chi dovrebbe provvedere a questo è il Commissario Frattura.
Attualmente non esiste un PSR approvato se non quello datato di circa 15 anni fa.
I piani Attuativi proposti e poi bocciati anche dal Tavolo Tecnico, rappresentano un’area ambigua di riferimento perché non scaturiscono da alcun PSR legalmente valido. Questa area di ambiguità continua ad essere il punto di riferimento della politica.
In questi piani operativi è chiaro l’intento di spingere il sistema verso la privatizzazione: circa il 30% del Fondo Sanitario Regionale, il 40% dei posti letto per acuti e cronici e la medicina territoriale sono destinato ai privati convenzionati a vario titolo. Il Direttore Generale dice che non è in suo potere agire su questo. Lui può solo agire sul pubblico. Le scelte che vuole fare di razionalizzazione sono giuste: trasformare i piccoli ospedali in strutture diverse per lungodegenza, riabilitazione, ambulatori, modificare l’assetto degli altri ospedali per ricondurli ad una vera funzionalità (probabilmente eliminando molto degli sprechi clientelari che si sono stratificati nel tempo), aggiustare e rendere efficiente la rete dell’emergenza, sia territoriale che ospedaliera.
Tuttavia questo lo fa senza toccare il privato perchè non può. A titolo esemplificativo vuole eliminare o ridimenzionare tre laboratori ospedalieri. Questo è giusto ma come si concilia questa scelta con il permanere di 17 laboratori privati convenzionati? Come si concilia la trasformazione dell’ospedale di Venafro se vengono ceduti 50 posti di neuro riabilitazione a strutture private?
La politica ha deciso di prendere un bene comune, come il diritto alla salute, e trasformarlo in merce. La gente se ne accorgerà lentamente quando saranno trasferiti sui singoli malati progressivamente i costi delle cure.
assistiamo in Sanità, COME NEL CAMPO DELLE ENERGIE A QUESTA COMMISTIONE POLITICA-AFFARI CHE STA UCCIDENDO LA REGIONE.
Meditate gente…..

Articolo precedenteBasket Serie B Girone D – CASA EURO TARANTO – ROMANO GROUP VENAFRO 65-59
Articolo successivoItalia News – Nel mirino del Governo Renzi l’autonomia delle regioni.