Entro la fine dell’anno le Regioni dovranno decidere il destino di oltre 20mila dipendenti delle Province. Paghe a rischio nel 2015.

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Fonte: Sose, Nomisma

Da una prima ipotesi, 18mila dipendenti dovrebbero rimanere a coprire le funzioni fondamentali che rimangono alle Province, mentre altri 10mila dovrebbero finire in attività in collaborazione con Regioni e Comuni.

Il Presidente dell’Upi ( Unione delle Province italiane ) Alessandro Pastacci lancia l’allarme: Con la Legge di stabilità il “Governo taglia 1 miliardo di servizi ai cittadini”. Si tagliano 1 miliardo di servizi ai cittadini, non alle Province. Vogliamo che i nostri cittadini sappiano quale saranno le conseguenze della scelte del Governo contro le Province, che conoscano quali sono i servizi che rischiano di scomparire, quali le scuole che non potremo più manutenere e quali le strade che saremo costretti a chiudere a causa dei tagli del Governo Renzi.

Inizieremo il confronto con i gruppi in Senato per chiedere con forza di ascoltare le ragioni dei territori e delle comunità: è stata approvata una legge di riforma delle Province non più tardi di 6 mesi fa, salutata anche in Parlamento come una grande riforma in grado di cambiare il modo di amministrare. Adesso questi stessi parlamentari ci spieghino perché hanno deciso che questa riforma debba morire sotto i tagli del bilancio dello Stato ancora prima di iniziare a prendere forma”.

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