Saldo tra aperture e chiusure negativo per 35mila imprese.Le previsioni dell’osservatorio sulle imprese: nel 2015-2017 è attesa inversione di tendenza, ma sarà soprattutto il turismo a trainare la ripresa. Calenda: “rilancio viene da estero, agganciare ripresa internazionale”.
Nei prossimi anni rinascita dei piccoli negozi alimentari, boom di eCommerce e commercio alternativo. Crollano i non specializzati. Bussoni: futuro è di chi innova, serve più formazione Per il commercio ed il turismo, il 2014 è un altro anno di crisi. Secondo le nostre stime, nei due settori tra gennaio e dicembre hanno chiuso 91.975 imprese, a fronte di 56.677 nuove aperture, per un saldo finale negativo di 35.298 attività. E le imprese che aprono hanno una vita sempre più breve: la percentuale di quelle che cessano l’attività dopo 3 anni è ormai sopra il 40%, mentre nel 2000 era sotto il 30%.
Nonostante l’ennesimo bilancio negativo, si intravedono segnali di miglioramento: a partire dal prossimo anno si assisterà a un’inversione di tendenza e ad un lento ripopolamento del tessuto imprenditoriale. Tra il 2015 ed il 2017, secondo le nostre proiezioni – elaborate sulla base dello storico degli andamenti bimestrali – il numero di imprese attive di commercio e turismo tornerà ad aumentare, con un incremento di 32.543 unità. Ma ci restituirà un quadro profondamente mutato rispetto a quello precedente alla crisi, con una crescita delle nuove imprese concentrata soprattutto nel comparto turismo (+27.765).































