In una situazione come quella Italiana, caratterizzata da una profonda crisi economica e da una forte deflazione, oltretutto in presenza di una forte contrazione dei prodotti petroliferi, la previsione di aumenti per il 2015 assumerebbero tutti se realizzati una connotazione estremamente speculativa, o derivanti da inefficienze di sistema (servizi pubblici), o ancora da inaccettabili incrementi di tassazioni dirette o indirettamente tramite ritocchi tariffari (aziende partecipate) o peggio ancora sotto pressioni politiche di lobby (es. Autostrade). Spaventano inoltre i possibili adeguamenti al 3,3 della TASI e gli incrementi delle tasse addizionali locali.
L’unica variazione con motivazioni economiche risiederebbe solo nell’indebolimento del cambio Euro Dollaro che si è verificato, per l’acquisizione di derrate alimentari. Quindi a differenza degli scorsi anni gli aumenti, se operante un serio comportamento di verifica e controllo la dinamica dovrebbe essere più contenuta. ( Infatti non sono previsti aumenti per costi bancari, e riduzioni dei derivati del petrolio e bollette energetiche ).
Nello specifico e con le motivazioni di cui sopra:
Naturalmente confidiamo che non scattino le clausole di garanzia con aumenti IVA poiché altrimenti sono da aggiungere altri 840 Euro in più a quelli già calcolati.
































