I rappresentanti regionali del PSI, SEL, PdCI, CD e del movimento Guerriero Sannita a conclusione dell’ultima riunione tenutasi il 9 gennaio 2015 di comune accordo hanno deciso di far confluire quanto ampiamente dibattuto e valutato in più riunioni in un unico e condiviso documento politico.
Lo stato in cui versa l’azione regionale, sia a livello di esecutivo che di consiglio, la inadeguatezza e la lentezza delle azioni poste in essere, a fronte delle aspettative dei molisani oramai stremati dalla congiuntura economica e delusi dal mancato rispetto del programma elettorale, hanno determinato la necessità di una riflessione da parte dei cosiddetti partiti minori ora stanchi di aspettare il più volte preannunciato cambio di passo, peraltro richiesto a più voci e da più parti.
A due anni dalle elezioni non è possibile ascrivere a quanto lasciato dal sistema Iorio la difficoltà di programmare, di decidere e di operare in armonia con il programma elettorale; certo le difficoltà si sono presentate ed è stato arduo superarle, l’eredità’ è ancora di peso ma le poche azioni avviate non possono e non devono procedere con lentezza.
Non è utile, e tantomeno nell’intento, fare l’elenco delle priorità o delle opportunità e dei tempi mancati; non si vuole riformulare il programma, di contro si vuole richiamare l’attenzione su pochi punti, pochi ma vitali ed essenziali per dare ai molisani una speranza, un segno di attenzione alle problematiche, la certezza che l’azione regionale sia volta a loro come è giusto che sia in frangenti come quelli che viviamo.
Lavoro: un nuovo modello di sviluppo capace di dare risposte alle tante vertenze aperte, fondato sulla valorizzazione e potenzialità del territorio.
Sanità: rendere efficiente la sanità pubblica con potenziamento della medicina sul territorio.
Welfare: necessita una nuova programmazione del welfare capace di contrastare le diffuse povertà figlie della drammatica crisi in atto. Reddito minimo di cittadinanza
Trasporti e mobilità: mettere in atto progetti e opere da completare nel breve e medio termine per consentire la mobilità di persone e merci in modo competitivo; miglioramento della viabilità di collegamento dei centri minori per combattere il dannoso fenomeno dello spopolamento.
Nell’utilizzo dei fondi strutturali UE e delle risorse nazionali e regionali, anche quelle rinvenimenti a seguito del lavoro fin qui svolto in modo proficuo in tema di risanamento del bilancio regionale, di cui si dà atto, si ritiene di poter contribuire con proprie idee e proposte, certamente volte a un riequilibrio a sinistra delle politiche e delle azioni dell’amministrazione regionale fin qui se non dimenticate almeno trascurate; necessitano nuove e diverse azioni capaci di rispettare e valorizzare i territori e le professionalità dei nostri giovani oggi consapevoli solo di dovere perfino espatriare; in breve far approdare anche in Molise un diverso e più moderno modello di sviluppo e di imprenditoria capace di progredire senza sussidi da togliere alle già poche risorse disponibili.
Una discontinuità nell’azione amministrativa, sia nel metodo che nel merito, è richiesta a gran voce dai molisani, e soprattutto da quelli che con il loro sostegno ci hanno consentito di governare convinti che con il cambio del direttore di orchestra e dei primi violini cambiasse anche la musica: è ora che nuovi spartiti vengano suonati e, se del caso, anche sostituendo i violini.
Marcello Miniscalco, Gigino D’Angelo, Nicola Macoretta, Luigi D’Orsi, Giovanni Muccio































